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Vodafone, sui 1.130 esuberi si va verso solidarietà e uscite…

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Vodafone, sui 1.130 esuberi si va verso solidarietà e uscite volontarie

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Niente licenziamenti, ma uscite volontarie unite allo strumento dei contratti di solidarietà. Fa passi in avanti la trattativa fra Vodafone e sindacati sul piano industriale che prevede, come dichiarato dalla stessa Vodafone la scorsa settimana una «ridefinizione complessiva del modello operativo e della conseguente riduzione del perimetro organizzativo» con 1.130 esuberi (il 15% della forza lavoro in Italia). E le cose sembrerebbero mettersi sui binari giusti, mettendo al riparo da soluzioni traumatiche.

Con un comunicato unitario, sono le stesse segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil ad aver segnalato che «l’azienda, a conclusione del ragionamento complessivo, ha dichiarato quinbdi di voler efficientare 1.130 Fte (full-time equivalent, ndr.) e di voler utilizzare le fuoriuscite volontarie unitamente allo strumento della solidarietà». Intanto il confronto, dopo la due giorni di oggi 21 marzo e di ieri in Assolombarda, riprenderà il 2 e 3 aprile.

«Il nostro auspicio – spiega Pierpaolo Mischi (Uilcom Uil) – è che il confronto possa proseguire in maniera condivisa nella gestione delle eccedenze. Al momento si sta parlando di ammortizzatori sociali, processi di reskilling, procesi di insourcing con la reinternalizzazione di attività, uscite volontarie che come sindacato ci auspichiamo essere anche incentivate». L’azienda, aggiunge Alessandro Faraoni (Fistel Cisl) «ha dato disponibilità a intervenire con soluzioni non traumatiche, ma non ha ancora specificato numeri e percentuali. Ed è un dettaglio non da poco visto che si sono aree che sono state definite più in sofferenza, come i call center, e altre in cui l’azienda vuole investire con nuove assunzioni». Ora, precisa Francesco Giuseppe (Slc Cgil), «utilizzeremo il tempo a disposizione fino al 2 e 3 aprile per fare assemblee e informare i lavoratori. La partita è complessa e fare un accordo d’anticipo, come quello su cui stiamo lavorando con l’azienda, non è di facile comprensione. Va spiegato bene. In alcuni settori servono nuove professionalità e in altri ci sino problemi opposti».

Nel corso della due giorni di incontri fra azienda e sindacati, racconta ancora il comunicato sindacale, «l’azienda ha ribadito la situazione di mercato all'interno della quale si muove, ovvero che il mercato delle telecomunicazioni ha distrutto negli ultimi tempi 1 miliardo di euro di valore a causa di dinamiche ipercompetitive (non da ultimo con l’ingresso del quarto operatore), che ha comportato per Vodafone una riduzione di ricavi di circa 300 milioni di euro. Contemporaneamente l’asta delle frequenze del 5G ha comportato e comporterà importanti investimenti per l’aggiudicazione e la costruzione della nuova rete».

Sui numeri complessivi degli esuberi i sindacati si sono però detti contrari «ai numeri esposti, ritenendoli eccessivi rispetto ai processi esposti e non gestibili con strumenti ordinari». In questo quadro, le organizzazioni sindacali comunque «si sono dette favorevoli ad utilizzare gli strumenti sopra esposti alla condizione che i numeri complessivi siano drasticamente ridotti e che la eventuale solidarietà abbia un contenimento nei tempi anche funzionale all’effettivo processo riorganizzativo e di insourcing».

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