Economia

Ex Ilva, il ministro Costa: disposti a rivedere Aia dopo le analisi…

  • Abbonati
  • Accedi
la gestione mittal

Ex Ilva, il ministro Costa: disposti a rivedere Aia dopo le analisi della Regione

Le nuove analisi ambientali e sulla qualità dell'aria, che sono in corso, diranno se c'è la possibilità di inasprire le prescrizioni ambientali per il siderurgico di Taranto, ora gestito da Arcelor Mittal, così come chiede la Regione Puglia, o di arrivare addirittura alla fermata degli impianti più inquinanti, come il Consiglio comunale di Taranto ha impegnato a fare, con un voto di maggioranza, il sindaco Rinaldo Melucci. Per il quale la bozza di ordinanza è già pronta.

Per il futuro dell'acciaieria, il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, e il sindaco di Taranto, delineano un percorso convergente. La stretta sulla fabbrica non è esclusa ma deve avere la solida sponda dei dati scientifici. I quali devono indicare un peggioramento della situazione, un superamento per i diversi inquinanti dei limiti fissati dalla norma, che allo stato però non c'è. In città, spinto dalle associazioni ambientaliste, sale intanto la protesta per l'allarme emissioni e si temono nuovi contraccolpi sanitari anche se Arcelor Mittal assicura che le emissioni sono controllate e a norma e che non c'è stato alcun aumento di produzione.

Tuttavia la risalita di alcuni inquinanti, confermato anche dall'Arpa Puglia, come gli idrocarburi policiclici aromatici all'interno dell'ex Ilva, o della diossina nelle campagne alle porte della città generano molte preoccupazioni. E fanno crescere le richieste di chiusura delle fonti inquinanti, se non proprio di tutta l'area a caldo del siderurgico, la più impattante, cosa, questa, non esclusa dallo stesso sindaco. Linee convergenti quelle del ministro e del sindaco. Dice infatti Costa che l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata ad Arcelor Mittal si può riesaminare - richiesta avanzata dalla Regione Puglia all'attuale Governo e al precedente - ma la stessa Regione deve prima effettuare una nuova valutazione della qualità dell'aria, «alla quale devono allinearsi tutte le autorizzazioni ambientali rilasciate». «Comprendo - scrive Costa - la giusta preoccupazione per la salute dei propri cittadini e confermo la piena disponibilità del ministero e la piena collaborazione per la realizzazione in tempi solleciti di un percorso di revisione del piano». Condizione necessaria, osserva, per «l'eventuale riesame di ogni provvedimento Aia fondato su rinnovate misure precettive in merito alla qualità dell'aria che, alla luce dei principi fissati dalla Corte Europea, assicurino il raggiungimento di valori ottimali per il benessere della collettività dei cittadini pugliesi».

Un riesame Aia non motivato ed argomentato produrrebbe solo, secondo il ministro dell'Ambiente, «una fase di incertezza normativa per il gestore» e il risanamento ambientale che si vuole accelerare, finirebbe, invece, con l'avere tempi più lunghi. Costa richiama quindi l'attenzione sulle esperienze delle Regioni Sicilia e Liguria, che «evidenziando motivate criticità, hanno recentemente imposto misure più stringenti, sulla base delle quali si è provveduto ad effettuare il riesame delle Autorizzazioni integrate ambientali statali». Ma il governatore pugliese Michele Emiliano incalza: «Il piano c'è già. Lui sa già che la revisione dell'Aia è inevitabile, sta prendendo un po' di tempo perché deve spiegare a Di Maio e ad Arcelor Mittal che quell'Aia non può funzionare. Io spero di riuscire a convincerlo».

Non diverso il pensiero del sindaco Melucci dopo un Consiglio comunale tematico sull'ambiente nel quale non sono mancate proteste e interruzioni da parte dei cittadini presenti in aula. Ribadendo l'istituzione di un Osservatorio sulla salute, il sindaco di Taranto dichiara: «Quando, alla prima seduta, quest'Osservatorio dovesse indicare che o norme europee, o decarbonizzazione, o qualunque altra cosa, qui ci ammaliamo più che altrove e ci ammaliamo per questo motivo comprovato, l'ordinanza è pronta. Lo abbiamo detto in Prefettura, usando anche un'immagine un pò dura, che c'è una pistola puntata sul tavolo, col grilletto pronto ad essere premuto, ed è l'unica cosa che noi possiamo fare». «Noi siamo pronti, noi ce la prendiamo la responsabilità - sostiene il primo cittadino - ma basta pensare che possiamo fare qualunque cosa al di fuori delle norme e senza il conforto dei tecnici. Il sindaco è un organo ultimo decisorio che assume decisioni sulle valutazioni dei tecnici. E siccome i tecnici stanno lavorando, sono sul pezzo, ci accendono degli allarmi ma certi altri ce li spengono, noi dobbiamo portare avanti questa valutazione». Tuttavia la stessa ordinanza di chiusura, avverte il sindaco, «non sarà sufficiente, non farà molta strada, farà contenti un po' di cittadini, ma dopo? Ecco perché dobbiamo chiedere insieme un aggiornamento della norma e pretendere insieme risorse e strumenti atipici rispetto all'ordinamento perché questo è un caso atipico».

Ma i dati tecnici per ora non spingono verso azioni drastiche. L'aumento di alcuni inquinanti, peraltro non normati, è segnalato solo nell'acciaieria, mentre per la diossina il picco è stato riscontrato solo in deposimetro della rete di verifica. Spiega Vito Bruno, direttore generale Arpa Puglia: «Con le centraline di rilevamento posizionate all'esterno della fabbrica, abbiamo fatto due valutazioni di danno sanitario, una con la legge della Regione, non applicabile però nell'ex Ilva, e l'altra col decreto interministeriale Ambiente-Salute del 2013. I controlli fatti e che continuiamo a fare tutti i giorni, non rilevano un superamento dei limiti fissati dalla legislazione nazionale ed europea. Non sempre, questi, corrispondono alla tutela della salute, ma è una scelta del legislatore. Arpa è un organo di controllo, non può che segnalare la conformità dei limiti a quelli previsti dal legislatore nell'autorizzazione. Anche quand'anche volessimo fare diversamente, sempre ai limiti di legge dobbiamo rispondere poichè organo della pubblica amministrazione». Tuttavia l'Arpa rilancia e sul punto dichiara: «All'Istituto superiore di Sanità abbiamo trasmesso la Valutazione preventiva e integrata ambiente e salute. Chiediamo di essere ascoltati, di cambiare modello, perché l'attuale non è in linea con le esigenze di Taranto ed è possibile che si determini anche una Valutazione diversa da quella che oggi ci costringe a fare il legislatore».

© Riproduzione riservata