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Vodafone, solidarietà per 4.870 dipendenti

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Vodafone, solidarietà per 4.870 dipendenti

C’è voluto meno di un mese a Vodafone e sindacati di categoria delle tlc per trovare la quadra ed evitare possibili esiti “traumatici” come si suol dire quando ci si muove sul terreno scivoloso degli esuberi di personale.

Alla fine però, dopo una tre giorni non stop, nelle prime ore della mattinata di giovedì azienda e sindacati hanno siglato un accordo che, per dirla con le parole del comunicato della stessa Vodafone, è «frutto di un percorso di dialogo costruttivo con il sindacato, pone le basi per il piano di trasformazione e rilancio dell’azienda, della sua competitività sul mercato e della sua sostenibilità futura». E in arrivo ci sono anche 300 nuove assunzioni.

In ballo c’erano 1.130 esuberi. Una ristrutturazione non da poco – 17% circa dei poco più di 6.500 occupati – quella di cui la telco e le organizzazioni sindacali hanno iniziato a parlare l’11 marzo scorso nel quadro del Piano industriale per il biennio. In realtà da subito si è capito che l’idea delle parti era di arrivare a soluzioni condivise e non traumatiche. Ma il diavolo, si sa, si annida nei dettagli.

Incontri e quasi un mese di trattative hanno invece prodotto un accordo che gli stessi sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil in un comunicato congiunto hanno battezzato come un’intesa che «mette in pratica la “contrattazione di anticipo” mettendo in campo strumenti non traumatici che hanno l’obiettivo di governare il cambiamento dell’organizzazione aziendale a seguito della trasformazione digitale del mercato delle tlc».

Nel dettaglio l’accordo prevede il ricorso al contratto di solidarietà per 4.870 dipendenti (a partire da maggio per 12 mesi prorogabili di altri 6 con riduzione oraria verticale fino a un massimo del 25% per le aree operative di customer care e del 5% per le restanti aree impattate); percorsi di riqualificazione professionale per oltre 300 dipendenti finalizzati a riportare in azienda attività oggi svolte esternamente; mobilità volontaria e incentivata fino a 36 mesi per 570 dipendenti; un piano di assunzioni per 300 dipendenti in 3 anni con competenze chiave per la crescita futura(sviluppo del 5G e trasformazione digitale su tutte). Questi, in sintesi, i punti chiave di un’intesa che, ha scritto Vodafone, «è stata guidata dalla reciproca volontà di trovare soluzioni che rappresentino il punto di equilibrio fra contesto, esigenze e tutele e che conducano a un modello operativo più agile e focalizzato per continuare ad investire sugli asset di differenziazione».

Alla base c’è evidentemente un mercato delle tlc alle prese con una fase di difficoltà in Italia. A fine febbraio un accordo con i sindacati è stato raggiunto da Telecom (4.300 esuberi). Fra Wind Tre e le organizzazioni le posizioni sono invece lontane sui trasferimenti di personale da Roma a Milano e uno sciopero generale in azienda è previsto l’11 aprile.

Vodafone e organizzazioni ieri hanno dal canto loro chiuso il cerchio disegnato, come si legge nello stesso accordo consultato dal Sole 24 Ore, da vari elementi: «Una situazione economica molto critica sul piano del fatturato»; «il quadro competitivo caratterizzato da una spirale concorrenziale molto competitiva volta all’offerta sul mercato dei beni e servizi a costi progressivamente ridotti»; «importanti investimenti sulle frequenze 5G» visto che Vodafone ha messo in conto una spesa da 2,4 miliardi di euro da qui al 2022 solo per ottenere all’asta lo spettro; «la nuova politica commerciale retail maggiormente flessibile e in linea con il processo di trasformazione digitale».

Ora la palla passa alle assemblee dei lavoratori per l’ultima parola. Per i sindacati la valutazione è certamente positiva. «Con questo accordo – spiega Pierpaolo Mischi (Uilcom Uil) – siamo riusciti a mettere in pratica quella “contrattazione d’anticipo” stabilita con la società già a giugno 2018». Di «ottimo accordo che deve diventare il paradigma delle relazioni industriali» parla Riccardo Saccone (Slc Cgil). Per Alessandro Faraoni (Fistel Cisl) «la valutazione è positiva. Avevamo detto fin dall’inizio che volevamo fare un accordo innovativo. L’abbiamo fatto e l’accordo è stato siglato anche dai sindacati autonomi».

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