Economia

Sbloccati cento milioni per la promozione all’estero

  • Abbonati
  • Accedi
produzione vitivinicola

Sbloccati cento milioni per la promozione all’estero

Col via libera, condizionato, da parte delle Regioni è stato pubblicato ieri sul sito del ministero delle Politiche agricole il nuovo decreto firmato dal ministro Centinaio che sblocca l’utilizzo delle risorse Ue destinate alla promozione del vino sui mercati esteri. Un provvedimento molto atteso dai produttori italiani perché si tratta di una misura ritenuta strategica e irrinunciabile per il settore e che era rimasta nel 2018 in parte incagliata a causa di un fuoco di fila di ricorsi amministrativi dovuti ai dubbi interpretativi sul precedente decreto del 2016. Adesso con il nuovo provvedimento messo a punto dal ministro Centinaio il quadro dovrebbe essere chiarito e la misura dovrebbe ripartire.

Il sostegno agli investimenti in promozione del vino sui mercati esteri fu introdotto per la prima volta nel 2009 con un primo stanziamento di appena 7 milioni di euro. La fiche finanziaria però crebbe rapidamente e dal 2013 a oggi si è stabilizzata a 102 milioni di euro l’anno. Si tratta di risorse che sono gestite al 70% dalle Regioni sulla base di propri bandi e per un 30% dal ministero delle Politiche agricole per progetti di respiro nazionale. I finanziamenti vanno a cofinanziare al 50% gli interventi promozionali (partecipazione a fiere, wine tasting, ma anche pubblicità e eventi e compreso anche l'incoming ovvero l'invito in Italia di buyer ed opinion leader stranieri), l’altra metà deve essere però investita dall’azienda o dal consorzio di aziende proponenti.

Una misura che ha avuto un indubbio impatto di mercato. Basti pensare che il giro d’affari all'estero del vino italiano è passato dai 3,46 miliardi del 2009 agli oltre 6,2 del 2018. Ma l'assenza di dubbi sulla sua efficacia non ne ha impedito le difficoltà di funzionamento. Il precedente decreto del ministero per regolarne l’utilizzo infatti aveva fatto sorgere alcune incertezze in particolare sulla possibilità che un medesimo beneficiario possa presentare più progetti in una medesima annualità e sui criteri di premialità che consentono di scalare le graduatorie. Il decreto messo a punto dal ministro Centinaio dovrebbe risolvere questi dubbi e garantire quel difficile equilibrio tra accessibilità della misura anche ad aziende piccole e continuità dell'investimento nel tempo, spesso necessaria per ottenere risultati.

Su questi punti il decreto prevede che, relativamente ai progetti di respiro nazionale (pari al 30% del totale), un medesimo proponente non possa presentare più di un progetto. Che i progetti nazionali devono coinvolgere cantine di almeno 5 regioni (in passato erano 3). La soglia minima di investimento per i progetti promozionali è stata portata da 50 a 250mila euro che diventano 500mila nel caso di iniziative dirette a un unico mercato o paese (ad esempio gli Usa). Parallelamente il tetto massimo per l’investimento è stato lasciato a quota 3 milioni ed è stata respinta l’ipotesi avanzata da più parti di innalzarlo a quota 5 milioni.

Importanti semplificazioni sono previste per i criteri di priorità: saranno privilegiati i “nuovi beneficiari” cioè coloro che non hanno mai ottenuto fondi dalla misura promozione né in forma singola né aggregata. Saranno poi privilegiate le iniziative dirette a nuovi mercati sui quali il proponente, in precedenti iniziative, non ha scommesso.

E poi saranno favoriti i consorzi e le aggregazioni di imprese anche micro e quelle che trasformino uve coltivate direttamente. Infine nei contenuti delle azioni viene messo un freno ai “wine tasting” ovvero alle degustazioni aperte al pubblico che in passato potevano essere anche prevalenti nell’iniziativa promozionale mentre in futuro dovranno essere necessariamente accompagnate da azioni di diverso tenore. Al Vinitaly il confronto del ministro Centinaio con i rappresentanti della filiera.

© Riproduzione riservata