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Eni, la burocrazia rischia di affossare il maxi parco per l’energia…

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il caso in sardegna

Eni, la burocrazia rischia di affossare il maxi parco per l’energia solare

I tempi per le autorizzazioni si dilatano e il progetto per la costruzione di una sorta di parco degli specchi per la produzione di energia con un impianto solare a concentrazione rischia di saltare. La vicenda riguarda il progetto Csp che l’Eni vorrebbe realizzare ad Assemini (a 10 chilometri da Cagliari e poco distante dalle Saline che gestisce con la controllata Ing Luigi Contivecchi). Un programma, avviato due anni fa con l’iter burocratico ancora in corso, che prevede una prima fase con la realizzazione di «32 collettori su una superficie totale di circa 2200 metri quadri ricavati su un’area bonificata per una potenza installata di 1 MegaWatt termico più un’ora di accumulo termico».

E una seconda fase in cui sono previsti 900 collettori. Un progetto ambizioso che, come scrive l’Eni nelle pagine dedicate alle energie rinnovabili del suo sito, «consente di accumulare calore a basso costo per prolungare il funzionamento del sistema anche in assenza di sole» ma che però deve fare i conti con la burocrazia. Perché il piano, (progettato da Eni in collaborazione con il Politecnico di Milano e il Mit di Boston) attende ancora l’ultimo benestare necessario per avviare gli interventi. Ossia il nullaosta del Ministero dell’Ambiente che segue l’analisi di rischio sanitario. «La pratica è stata avviata due anni fa, a oggi è senza risposta – dice Francesco Garau, segretario regionale della Filctem –: ora, proprio a causa di questo ritardo, il progetto rischia di saltare». Situazione che ha spinto le organizzazioni sindacali ad avviare una serie di iniziative per cercare di salvare il progetto e andare avanti con la realizzazione dell’impianto composto da una serie di specchi che servono a concentrare l’energia del sole verso un tubo all’interno del quale scorre un liquido composto da un mix di sali fusi (l’energia viene utilizzata per applicazioni termiche oppure per produrre energia elettrica).

«Questa situazione di cui chiederemo chiarimenti all’Eni potrebbe aggiungersi al grande cimitero di pratiche autorizzative bloccate dalla burocrazia regionale -prosegue il sindacalista -. Chiederemo una serie di incontri alla nuova Giunta regionale con la speranza che si cambi passo e prospettiva. Non possiamo permetterci di perdere neanche un euro degli investimenti previsti nel settore industriale regionale per ritardi che riteniamo incomprensibili e privi di ragionevole fondamento». Le organizzazioni sindacali – ricordando che «per l’intero sito di Assemini e per la produzione dell’impianto Cloro, dell’azienda Ing.Luigi Contivecchi, questo progetto rappresenta una strategica opportunità̀ per l’autoproduzione di energia, un consolidamento della presenza nel territorio di un player importante come Eni» – hanno annunciato lo stato di agitazione.

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