Economia

Teleperformance, intesa sulla cassa integrazione per 953 addetti

  • Abbonati
  • Accedi
tlc

Teleperformance, intesa sulla cassa integrazione per 953 addetti

Aveva inizialmente chiesto 300 esuberi tra le sedi di Taranto e di Roma a seguito di un calo delle commesse. Oggi, al ministero del Lavoro, la multinazionale francese Teleperformance, che a Taranto gestisce da anni un grosso call center, Unindustria e i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl telecomunicazioni si sono accordati per il ricorso alla cassa integrazione. L'azienda farà ora richiesta (la relativa misura è stata rifinanziata dalla legge numero 26 dello scorso 28 marzo: reddito di cittadinanza, pensioni ed entri interventi) e la decorrenza sarà per 12 mesi dal prossimo 2 maggio all'1 maggio del 2020. L'applicazione dell'ammortizzatore sociale riguarderà un numero massimo di 953 lavoratori dipendenti che ruoteranno su 1.589 addetti alle attività operative. Questi ultimi sono così divisi: 1.448 addetti ai call center telefonici e 141 supervisori. Nel dettaglio, nella struttura di Taranto saranno coinvolti 699 operatori che ruoteranno su 1.165 unità; i supervisori interessati saranno invece 59 che ruoteranno su 98. Per la struttura di Roma-Fiumicino, interessati 170 operatori che ruoteranno su 283 operatori e 26 supervisori che ruoteranno su 43. L'utilizzo dell'ammortizzatore sociale si attesterà ogni mese su una percentuale massima individuale del 28 per cento. La cassa integrazione si atterrà al principio di distribuzione delle sospensioni su tutti i lavoratori interessati con un equo bilanciamento. Saranno coinvolti prioritariamente nelle sospensioni dal lavoro gli addetti, sia operatori che supervisori, alle commesse Clt Tel, Eni, Enel Sen (Servizio elettrico nazionale) che hanno evidenziato una contrazione dei volumi di attività. La commessa Am, si specifica nell'intesa, è l'unica non interessata dal ricorso all'ammortizzatore sociale. E comunque la società Teleperformance «si adopererà, ove possibile, compatibilmente con il trend dei volumi stagionali gestiti per il committente, per valutare l'impiego del personale già impattato dall'ammortizzatore sociale sulle predette commesse». Le parti, inoltre, si impegnano a partecipare a bandi di formazione «al fine di ricollocare più personale possibile e incrementare le conoscenze e gli skills indispensabili, unitamente all'abilitazione di nuove matricole autorizzate dal cliente, per essere adibiti alle altre commesse gestite dalla società, non impattate dall'ammortizzatore (Am) o previsionalmente impattare in minor misura (Ac ed Enel Mercato libero)». Entro il primo semestre dell'anno ci saranno una verifica interna ed una selezione per i dipendenti che vorranno candidarsi alle commesse che presentano minori problemi rispetto alle altre nel portafoglio di Teleperformance.
Il preavviso minimo per far scattare la cassa integrazione o per essere richiamati in servizio è di 48 ore. L'ammortizzatore sociale potrà essere applicato su base orizzontale o verticale, ma nel caso di applicazione giornaliera a quattro ore si potrà ricorrere solo al modello verticale. Durante la “cassa” non saranno chieste ai lavoratori coinvolti «prestazioni eccedenti il normale orario di lavoro se non a carattere eccezionale». Per quanto riguarda lo strumento della somministrazione o dello staff leasing, Teleperformance se ne continuerà ad avvalere ma con un limite di utilizzo già definito dal contratto, e in ogni caso «non si darà luogo a nuove assunzioni o trasformazioni in staff leasing. I rapporti di somministrazione a tempo determinato già in essere saranno utilizzati sino alla loro scadenza naturale». L'onere a carico di Teleperformance per la cassa integrazione è di 4,150 milioni.
Per Cgil e Slc Puglia e Taranto, «il compromesso è un onorevole punto di mediazione che permette al territorio di boccheggiare ed all'azienda di provare a ricollocarsi sul mercato. La posizione che abbiamo sostenuto - aggiungono - è stata quella di dividere tra tutti il disagio in modo da far sì che su più persone si potesse dividere il disagio in modo da permettere a ciascuno di perdere poco, diversamente da ciò che era nei programmi aziendali per cui in pochi perdevano tanto».

© Riproduzione riservata