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Gellify rilancia sull’open innovation

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INNOVAZIONE

Gellify rilancia sull’open innovation

Tecnologie. Start-up. Aziende manifatturiere. Sono gli ingredienti chiave del nuovo investimento di Gellify, che alle porte di Bologna inaugura il proprio”Phygital Hub”, creato per sperimentare e diffondere nuove applicazioni. Modello innovativo, come del resto lo è il business stesso di Gellify, società che da un lato eroga consulenza in termini di innovazione, potendo contare sulla collaborazione di una serie di start-up in cui ha investito direttamente, con quote variabili tra il 5 e il 30% del capitale.

L’idea di fondo della piattaforma di innovazione B2B è proprio quella della contaminazione, di un dialogo tra realtà diverse che abbia come fine ultimo la creazione di nuove applicazioni e soluzioni.

Il nuovo spazio inaugurato a Casalecchio di Reno sintetizza questa filosofia, inserendo in uno spazio fisico di 250 metri quadri una serie di tecnologie di base fornite da numerosi partner, tra cui colossi del calibro di Cisco, Comau, Ibm, Microsoft. Un patrimonio di tecnologia accessibile a due categorie di utenti: da un lato la rete di start-up che gravita attorno a Gellify, dall’altro i clienti esterni, società manifatturiere che vogliono esplorare le potenzialità della digitalizzazione provando ad inserire queste applicazioni nei propri processi produttivi.

«Crediamo fortemente nella validità dell’open innovation - spiega l’ad di Gellify Fabio Nalucci - e in questo modo invitiamo le aziende a toccare con mano ciò che si può fare, con la possibilità non solo di vedere le singole tecnologie ma anche di dialogare con giovani aziende che siano abituate a maneggiare questo mondo e insieme alle quali studiare nuove soluzioni». Idea di fondo che a giudicare dai numeri pare funzionare alla grande. I quattro milioni di ricavi che Gellify ha raccolto nel primo trimestre eguagliano quasi il livello dell’intero 2018, che già più che triplicava quanto realizzato nel corso del 2017, anno di fondazione dell’azienda. Piattaforma di innovazione B2B che nasce proprio con lo scopo di connettere la propria community di start-up digitali (18 quelle partecipate direttamente) alle aziende tradizionali, con l’obiettivo di innovare processi, prodotti e modelli di business.

«Per fine anno - aggiunge Nalucci - puntiamo ad arrivare a sette milioni di ricavi, che saliranno a 12 tenendo conto della crescita per linee esterne che intendiamo perseguire». Entrate sviluppate grazie alla consulenza diretta in progetti innovativi, percorsi di ottimizzazione della produzione, della logistica o della qualità che coinvolgono Pmi ma anche medie e grandi aziende del territorio e non solo.

Percorsi sviluppati anche grazie alla rete di start-up in cui Gellify ha investito, realtà che già oggi sono presenti sul mercato e sviluppano a loro volta nel complesso ricavi per oltre 30 milioni di euro. Main Partner del Phygital Hub è Accenture Italia, con partnership che si allargano ad Electrolux, Politecnico di Milano, Università di Bologna. Gellify dedicherà cinque addetti alla gestione dell’hub, che tuttavia ospiterà anche tesisti e ricercatori, oltre al personale delle start-up e delle aziende tradizionali coinvolte di volta in volta nei progetti.

«Oggi qui siamo 60 - aggiunge l’ad - ma per fine anno contiamo di arrivare a 90-100 unità». Numeri ambiziosi. Ma a giudicare dal trend recente non certo campati per aria.

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