Economia

Fisco locale, mini-tregua nel milanese

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ASSOLOMBARDA

Fisco locale, mini-tregua nel milanese


Chi sceglie Milano paga più di 16mila euro all’anno. Chi preferisce risparmiare può però aprire un ufficio a Castelnuovo Bocca d’Adda, dove le spesa è inferiore ai 3mila euro.

Così come nell’acquisto di un immobile, anche per la tassazione locale la posizione è tutto. A mettere in luce differenze assolute e trend è ancora una volta il rapporto sulla fiscalità locale promosso da Assolombarda, analisi arrivata alla 7a edizione che mette sotto esame la pressione fiscale esercitata dai comuni della Città Metropolitana di Milano e delle province di Lodi e Monza e Brianza.

Negli anni lo studio considera i valori delle imposte gravanti sugli immobili di impresa, quali Imu, Tasi, Tari, oneri di urbanizzazione e l'addizionale Irpef per quanto riguarda le persone.

Il 2018 da questo punto di vista fornisce una piccola boccata d’ossigeno, perché sia che per i capannoni che per gli uffici si registra una riduzione dello 0,2%. Una goccia nel mare tuttavia, rispetto alla ben più ampia crescita registrata nel passato recente: negli ultimi 7 anni di rilevazione gli uffici hanno visto infatti aumentare la pressione fiscale complessivamente dell'8,3%, che in valore assoluto si traduce in 593 euro in più, mentre per i capannoni industriali l'incremento è stato di 3.113 euro (+8,5%).

«L'analisi – commenta Alessandro Spada, Vicepresidente Vicario di Assolombarda – nasce con l'obiettivo di offrire alle Amministrazioni Comunali uno strumento utile a orientare le politiche future e ridurre il peso dell'imposizione fiscale che ancora grava pesantemente sulle nostre imprese: +8% in 7 anni. Nonostante l'aumento della deducibilità della quota Imu, il saldo per le imprese è comunque negativo. Consideriamo infatti che, contrariamente agli anni passati, i Comuni nel 2019 hanno la possibilità di aumentare le aliquote Imu, Tasi e addizionale Irpef: il rischio che la pressione fiscale locale aumenti è concreto e preoccupante. Al contrario il fisco dovrebbe essere una delle leve strategiche attraverso cui promuovere la crescita e la competitività delle aziende, che devono poter contare su un sistema tributario equo, semplice, certo e che duri nel tempo».

Per confrontare il peso dell'imposizione fiscale nei singoli Comuni sono state ipotizzate due “imprese tipo” proprietarie di un capannone industriale (5mila metri quadri) e di un ufficio (500 metri quadri), localizzati in contesti territoriali analoghi, calcolando i valori di ciascun tributo che queste aziende avrebbero dovuto pagare nei diversi anni. Per ogni singola imposta relativa al 2018
è stata fatta una graduatoria dei Comuni, partendo da quello con maggiore onere tributario per arrivare a quello più virtuoso.

Le differenze sul territorio sono dunque ampie e in media i Comuni con il livello di pressione fiscale più elevato sono quelli di grandi dimensioni e più vicini ai 3 capoluoghi. Aree, peraltro, in cui mediamente sono più elevati i valori catastali degli immobili.

I primi cinque Comuni per carico fiscale complessivo sulle imprese (considerando Imu, Tasi e Tari su uffici e capannoni) sono: Milano, Sesto San Giovanni, Paullo, Rozzano e Cologno Monzese.

Anche Monza e Lodi sono alti in graduatoria, rispettivamente alla 7° e alla 10° posizione. Allontanandosi dai principali capoluoghi, invece, la situazione migliora. I comuni più virtuosi in termini di pressione fiscale sono tutti in provincia di Lodi. Tra questi troviamo: Castelnuovo Bocca D'Adda, Cornovecchio, Maccastorna; Cavacurta e Fombio.

Il monitoraggio di Assolombarda mette in evidenza il fatto che per Imu e Tasi i valori medi rimangono sui livelli del 2017. Un risultato determinato dalla Legge di Stabilità 2018 che ha imposto ai Comuni, già dal 2016, il divieto di aumentare le aliquote. Nessuna amministrazione, tra quelle oggetto del monitoraggio, le ha però riviste al ribasso, ad eccezione di Fombio, che ha ridotto l'aliquota dell'Imu dei capannoni e degli uffici, e di Castiglione d'Adda, che ha abbassato l'aliquota della Tasi dei capannoni.

Dal 2012 gli importi dovuti per queste imposte sono cresciuti complessivamente dell'11,4% per gli uffici e del 22% per i capannoni.
Ugualmente l'addizionale Irpef, che il monitoraggio rileva per via dell'impatto sui dipendenti delle imprese del territorio, rimane sui livelli del 2017. Quasi la totalità dei Comuni ha confermato le aliquote dell'anno precedente. Solo Biassono, Cinisello Balsamo, Roncello, Borghetto Lodigiano, Cornate d'Adda e Fombio l'hanno ridotta.
In leggero aumento, rispetto al 2017, gli oneri di urbanizzazione: +1% per gli uffici e +0,8% per i capannoni. Dal 2012 l'incremento complessivo è stato di circa il 6% per entrambe le tipologie di immobili.
Dall'analisi emerge invece una diminuzione della tassa sui rifiuti. Nel 2018, infatti, la Tari nei principali comuni è diminuita in media dello 0,6% per gli uffici e dell'0,5% per i capannoni industriali. Complessivamente, dal 2012 la tassa sui rifiuti è diminuita dello 0,2% per gli uffici e del 16,7% per i capannoni industriali.

Più nel dettaglio Assolombarda ha avviato, da alcuni anni, un percorso di confronto con le Amministrazioni locali che ha prodotto importanti risultati in termini di semplificazione e di risparmio per le imprese. Dal protocollo in materia di fiscalità locale siglato con Milano, Lodi, Brugherio, Lissone, Baranzate, Cinisello Balsamo, Lainate, Melzo e Rho, alle agevolazioni per le startup e i nuovi insediamenti produttivi a Buccinasco, Milano, Rho e Sesto San Giovanni, oltre all'esenzione dei magazzini funzionali alle attività produttive recepite da Baranzate, Cernusco sul Naviglio, Milano e Rho, e la rimodulazione del carico impositivo di Imu e Tasi introdotto da San Vittore Olona, Lainate, Legnano e Melzo. A cui si aggiungono il “Bonus Assunzionale” messo a punto a Garbagnate Milanese e le riduzioni degli oneri di urbanizzazione per le attività produttive previste a Trezzano sul Naviglio. Casi di successo - spiega Assolombarda in un comunicato - che devono diventare best practice sempre più diffuse sul territorio.
Per mettere a fattore comune le esperienze positive, Assolombarda ha dedicato alla fiscalità locale un portale interattivo, accessibile a tutti, nel quale sono disponibili tutte le elaborazioni e i confronti dei 249 comuni analizzati, oltre a dati, grafici e mappe.

Dove si scopre ad esempio che un capannone a Milano costa oltre 60mila euro, a Cornovecchio, nel lodigiano, poco più di un terzo.

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