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Rallenta ancora l’export italiano extra-Ue, nuovo crollo in…

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ISTAT: a marzo -2,5%

Rallenta ancora l’export italiano extra-Ue, nuovo crollo in Turchia

Marka
Marka

Le navi vendute il mese scorso e a marzo 2018 penalizzano un poco il confronto statistico anche se il tema di fondo non cambia: l’export italiano rallenta. A marzo il dato annuo è in calo del 2,5% e torna positivo di appena quattro decimali depurandolo, come fa l’Istat, di queste componenti occasionali una-tantum.

La riduzione degli acquisti è comunque corale e non riguarda solo gli Stati Uniti (-11%, calo legato in parte al confronto con marzo 2018 quando i mezzi di trasporto diretti verso Washington balzarono del 29%) ma si estende a quasi tutti i nostri mercati di sbocco extra-Ue: dalla Russia alla Turchia, dal Medio Oriente alla Cina. Soltanto da Ankara, che nel primo trimestre riduce gli acquisti di prodotti made in Italy del 22,8%, il “danno” in termini di mancati incassi per le nostre aziende è di 542 milioni di euro.

Il bilancio trimestrale delle nostre vendite extra-Ue resta ancora positivo per 2,5 punti percentuali, ed è superiore rispetto a quanto accadeva tra gennaio e marzo 2018, anche se il trend recente non pare troppo rassicurante e mettendo a confronto il primo trimestre con la chiusura del 2018 si osserva un progresso limitato ad appena lo 0,3%.

Segnali misti arrivano invece dalle importazioni, che danno il senso della forza degli acquisti della nostra economia. Il dato globale è in calo dello 0,4% ma solo per effetto della componente energia (-9,6%), mentre corrono gli acquisti di beni di consumo (+8,5%), per effetto in particolare di quelli durevoli. Se invece lo stato di salute delle aziende è negli acquisti di componentistica o di beni di investimento, qui continua a regnare calma piatta, con oscillazioni minime attorno a quota zero.

Il saldo commerciale a marzo è stimato così a 3,41 miliardi, in calo rispetto ai 3,83 miliardi di marzo 2018. Nel primo trimestre si riduce l'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici: da 14.608 milioni del primo trimestre 2018 a 14.421 milioni ora.

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