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Varato da Intermarine, a Messina, il “gioiello” per gli…

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Marina militare

Varato da Intermarine, a Messina, il “gioiello” per gli incursori

Una unità navale veloce, altamente tecnologica, perfetta per azioni rapide . È la nave varata da Intermarine, società del gruppo Immsi della famiglia Colaninno, per conto della Marina militare italiana. Un varo che arriva a quasi un anno di distanza dal primo e che segna un notevole passo avanti per la chiusura di una commessa del 2016 da 40 milioni di euro. Due unità navali che in gergo si chiamano Unpav (Unità navale polifunzionale ad alta velocità) e si tratta di mezzi che saranno utilizzati per il controllo dei traffici marittimi, per il contrasto dei traffici illeciti, per la sicurezza in ambienti con presenza di minaccia asimmetrica e all’evacuazione di personale da aree di crisi. La nave varata l’anno scorso sarà consegnata a luglio mentre quella varata oggi entro la fine dell’anno.

Alla nave, varata oggi a Messina all’interno dei Cantieri navali Rodriguez che fanno capo a Intermarine, è stato dato il nome di Tullio Tedeschi, sottufficiale della Regia Marina, attivo nella X Flottiglia Mas, protagonista insieme ad altri dell’affondamento dell’incrociatore inglese York il 26 marzo 1941 nella baia di Suda a Creta: madrina del varo è stata la figlia Rosangela Tedeschi. «Con il varo e la successiva consegna di nave Tedeschi - ha spiegato l’ammiraglio di squadra Valter Girardelli, capo di Stato maggiore della Marina militare - si conclude il programma di costruzione delle unità polivalenti ad alta velocità, atto a dotare il raggruppamento subacquei e incursori di strumenti moderni in grado di soddisfare i requisiti di mobilità, proiettabilità e capacità di intervento dei nostri incursori».

Marina Militare: varata a Messina l’unità navale polivalente Tullio Tedeschi

Questa unità navale, il cui scafo è stato costruito nei cantieri di La Spezia ed è stata completata a Messina, può ospitare un equipaggio di 27 persone (tra equipaggio fisso e team delle Forze speciali imbarcato), è lunga 44,16 metri fuori tutto, larga 8,4 metri per un metro e mezzo di immersione, e ha un dislocamento di 190 tonnellate. Un mezzo di grande efficienza ed efficacia che interessa anche ad altri Paesi (non europei) come ha accennato l’amministratore delegato di Intermarine Livio Corghi: l’eventuale fornitura ad altri Paesi è comunque subordinata alle autorizzazioni della Marina militare.

«Per noi - ha detto Corghi - il cantiere di Messina è strategico e sappiamo che è fatto da grandissime professionalità: queste due unità lo dimostrano.L’ufficio tecnico di Messina è collegato in tempo reale con quello di Sarzana: è come avere un unico ufficio progetti». Per quanto riguarda il futuro del cantiere di Messina, Corghi ha detto: «Tra un mese partiremo con la costruzione di altre due barche che saranno utilizzate in futuro al servizio degli Enti porto.

 Si tratta di due barche da 33 metri di lunghezza e inizieremo la produzione tra una settimana o due. Questa commessa è fatta di tre navi, partiremo con due per un importo di 14 milioni mentre la terza vale intorno ai sette milioni. Come durata diciamo che nell’arco di due anni dovremmo consegnare le prime due e poi al terzo anno l’ultima».

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