Economia

Maltempo, Commissione Ue stanzia 277 mln per i danni dell'autunno 2018

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fondo di solidarietà ue

Dall'Europa una mano all'Italia per i danni della drammatica ondata di maltempo dell'autunno scorso, quando piogge e vento con intensità paragonabili a un monsone flagellarono in particolare le Regioni del Nord. Si tratta di uno stanziamento di 277,2 milioni di euro, a valere sul Fondo di solidarietà Ue (Fsue), che la Commissione Ue ha proposto oggi insieme all'erogazione di altri 8,1 milioni di euro destinati all'Austria per gli stessi eventi e di 8,2 milioni di euro per la Romania, colpita da inondazioni l'estate scorsa. In tutto 293 milioni di euro per sostenere gli interventi di ricostruzione e ripristino, fondi che dovranno ora passare al vaglio di Consiglio e Parlamento Ue, presumibilmente non prima di settembre, vista l'imminenza delle Europee.

Quindici, complessivamente, le Regioni che potranno beneficiare delle risorse Ue: oltre al Veneto, la più colpita, anche Friuli Venezia Giulia, le Province autonome di Trento e Bolzano, Liguria, Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna e il Veneto. Riceveranno un supporto, ma in maniera minore, anche Valle d'Aosta e Abruzzo. La ripartizione territoriale delle risorse spetta al Governo italiano, che per i danni registrati l'autunno scorso aveva presentato a Bruxelles un conto di 6,2 miliardi di euro.

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«Il calcolo dei danni è prima di tutto una responsabilità dello Stato colpito e l'Italia ci ha presentato un rapporto molto dettagliato di quasi 500 pagine - ha spiegato la commissaria Ue alla Politica regionale Corina Cretu. Quanto alle speculazioni sulla possibile sovrastima dei danni, «secondo i nostri esperti la stima è affidabile», ha chiarito Cretu, che ha comunque aperto alla possibilità di correggere il supporto Ue «se le valutazioni ex post dovessero evidenziare discrepanze significative».

Illustrando in conferenza stampa la proposta di stanziamento, Cretu ha confermato la valutazione in corso sulla proposta presentata dal nostro governo di utilizzare i fondi strutturali europei per un grande piano nazionale di prevenzione contro il dissesto idrogeologico. «Abbiamo già fatto molto, ma dobbiamo fare di più», ha spiegato, «e vorremmo usare le risorse europee già da questo periodo di programmazione, perché l'Italia è il Paese che ha subito il maggior numero di disastri naturali» negli ultimi anni. «Credo - ha concluso - che un capitolo specifico sulla prevenzione dei disastri naturali dovrebbe essere inserita nell'accordo fra l'Italia e la Commissione Ue sul prossimo periodo di programmazione 2021-2027».

In concomitanza con l'annuncio del nuovo stanziamento la Commissione Ue ha pubblicato anche un report sull'attività del Fondo di solidarietà, di cui il nostro Paese è il principale beneficiario, con 1,2 miliardi di euro ricevuti per i terremoti del 2016/2017 nell'Italia centrale sui 2 miliardi di euro erogati dall'insediamento (fine 2014) della Commissione Juncker. Il sostegno complessivo erogato agli Stati Ue dal Fondo tra il 2002 al 2017 è invece di 5,2 miliardi di euro, la metà dei quali (2,56 mld) destinati al nostro Paese martoriato dalle calamità.

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Il documento evidenzia un «margine di miglioramento» del Fondo su tre fronti rapidità, coerenza ed efficacia. L'attuale procedura, secondo il report, «può richiedere un certo tempo». Per questo la Commissione sta valutando «se con un aumento dei pagamenti anticipati si possano far arrivare prima sul campo i finanziamenti». Sull'integrazione del Fondo con gli altri strumenti Ue per la gestione del rischio di catastrofi ed emergenze ambientali, in particolare gli 8 mld messi a disposizione con la politica di coesione 2014-2020, il giudizio del report è positivo. Ma per il prossimo bilancio 2021-2027 la Commissione propone di «concentrare maggiormente gli investimenti» nel settore cambiamenti climatici e prevenzione dei rischi. Infine, per rendere più efficaci gli interventi del Fsue, la Commissione si sta attivando per offrire agli Stati «orientamenti, metodologia e buone pratiche» su valutazione dei danni e gestione delle catastrofi, dove si registrano carenze per esempio nel coordinamento istituzionale.

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