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Emilia-Romagna: dopo il terremoto creati 22mila posti di lavoro

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Emilia-Romagna: dopo il terremoto creati 22mila posti di lavoro

Sono passati sette anni da quando l'Emilia fu devastata dalle scosse di terremoto che il 20 e il 29 maggio del 2012 causarono 28 morti, 300 feriti, 45mila sfollati e danni per 13,2 miliardi. Ora il sisma che colpì alcune delle zone più produttive del Paese, tra Modena, Bologna, Ferrara e Reggio Emilia, sembra quasi definitivamente avviato verso l'archiviazione. Nelle aree del cratere è aumentata, sensibilmente, anche l'occupazione: sono stati infatti creati 22mila posti di lavoro in più. Il bilancio arriva dalla Regione Emilia-Romagna. L'ente, ad oggi, ha concesso contributi per la ricostruzione di aziende e abitazioni pari a 4,6 miliardi, dei quali 3,4 già liquidati. Mentre in 29 dei 59 comuni colpiti è scattata lo stop allo stato di emergenza, dopo il completamento delle opere di ricostruzione. Il sisma aveva gravemente danneggiato il sistema produttivo, compreso quello del distretto biomedicale di Mirandola, nel Modenese. Il cluster, divenuto subito il simbolo della devastazione provocata dal terremoto, resta nell'area del cratere ristretto dove permane lo stato di emergenza, ma ha ripreso da tempo a marciare spedito, dopo essere riuscito a mantenere quasi intatti i livelli produttivi, grazie alle delocalizzazioni, anche nei primi mesi successivi alle scosse. Con 94 aziende, delle quali sei multinazionali, e un fatturato complessivo che si aggira intorno al miliardo, ha ricevuto una forte spinta per la ripresa dall'apertura cinque anni fa, del tecnopolo che fa parte della rete ad alta tecnologia della regione. In tutto sono 115 mila le imprese che operano nelle zone che furono interessate dal terremoto, per un totale di più di 450mila lavoratori: oggi creano una ricchezza superiore ai 38 miliardi, vale a dire il 27% del valore aggiunto regionale, e il 2,4% del Pil nazionale. Fino ad ora le domande di contributo da parte di industrie, attività commerciali e aziende agricole che hanno ottenuto l'approvazione sono state quasi 3.500 per un totale di 1,9 miliardi concessi. Quasi 500mila attività commerciali, tra negozi, pubblici esercizi e botteghe artigiane, sono stati ripristinati. Mentre le imprese, per la messa in sicurezza di stabilimenti e capannoni, hanno potuto usufruire anche dei fondi (60 milioni) messi a disposizione dall'Inail.

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