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Imprese, Bracco: lenti su gender equity, senza uguaglianza non cresce il mondo

Paola Severino: «Le imprese, in cui lavorano le donne, registrano meno corruzione perché le donne hanno più sensibilità verso il tema della legalità»

3' di lettura

Sul fronte del gender equity «procediamo troppo lentamente. Ogni impresa e ogni Nazione dovrebbe avvalersi appieno dello straordinario contributo delle donne» perché «se non c'è uguaglianza di genere, non cresce il mondo». Così Diana Bracco, presidente e amministratore delegato dell’omonimo gruppo, in un videomessaggio trasmesso durante il convegno «Parità e valorizzazione dei talenti femminili» nell'ambito del Festival dell'Economia di Trento (organizzato dal Gruppo 24 Ore e dalla Provincia Autonoma).

«In base alle proiezioni autorevoli – prosegue – risulta che il maggiore impulso alla crescita globale in futuro verrà proprio dal lavoro femminile». Bracco cita le stime Ocse, sottolineando come nei prossimi sei anni il Pil mondiale «potrebbe aggiungere 2,5 punti se dimezzassimo il gap di partecipazione delle donne all’economia». E per questo, ripete più volte, «sul potenziale delle donne tutti devono investire e tutti devono impegnarsi nella lotta contro ogni tipo di condizionamento e discriminazione, soprattutto in Italia, dove ci sono resistenze culturali profonde e stereotipi radicati, che è necessario combattere con forza».

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«Le imprese – prosegue Bracco – devono guidare il cambiamento, facendone poi beneficiare l'intera società. Nelle aziende occorre implementare piani e politiche concrete per aumentare la rappresentanza femminile nel management, con la consapevolezza che la diversità è un valore e un elemento di innovazione». In Italia, però, le donne al vertice «sono ancora troppe poche, e questo è un grosso problema, perché le ricerche empiriche hanno ormai dimostrato che, quando sono loro alla guida, le imprese diventano più sostenibili, guadagnano di più e hanno una visione orientata al lungo periodo e non all'interesse immediato». Dunque, propone Bracco sul finale del suo intervento, «creiamo consigli di amministrazione più bilanciati e favoriamo l'imprenditoria femminile, con provvedimenti ad hoc per superare i tradizionali problemi di accesso al credito».

«Le imprese, in cui lavorano le donne, registrano meno corruzione perché le donne hanno più sensibilità verso il tema della legalità». Così Paola Severino, presidente Sna e vicepresidente Luiss Guido Carli durante lo stesso convegno «Parità e valorizzazione dei talenti femminili» nell'ambito del Festival dell'Economia di Trento. L'ex ministro ha parlato a lungo anche del suo percorso professionale davanti a una platea di giovanissimi, tra cui molti studenti e studentesse di legge: «Se devo dire una cosa ai giovani è questa: non perdete mai l'occasione che la vita vi offre, coglietele al volo e sappiatele coltivare. L'altro segreto è impegnarsi nella vita. Un processo un avvocato lo vince se ha studiamo un po' più del pubblico ministero».

Una lunga parte della sua intervista è stata poi dedicata al ruolo delle donne nella società: «Quando ho iniziato a Roma come avvocato penalista - ricorda - come donne eravamo in due, oggi siamo molte di più e questo è un primo risultato appagante. Certo il lavoro di avvocato penalista non ti dà tregua, né orari, però aiutarsi è molto importante, perché per una donna sarà molto più facile aiutare un'altra donna e oggi come penaliste siamo tante. Creare questa catena di solidarietà tra noi è molto importante, e che spetti moltissimo a noi donne. Credo che aiutarci sia importante». E per questo motivo, Severino fa l'esempio del suo stesso studio professionale, dove «essendoci molte donne, c'è sempre il periodo in cui si sposano e hanno dei figli, ma per noi è assolutamente naturale che una donna avvocato debba occuparsi dei figli. E tutti quanti gli altri si faranno in quattro per sostituirla e non per prenderne il posto, ma per occuparlo temporaneamente in modo che lo studio non ne risenta».

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