il termometro della crisi

Imprese: in calo i protesti e i ritardi nei pagamenti

di Carlo Andrea Finotto


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(Marka)

2' di lettura

Migliora il dato relativo ai protesti delle aziende e anche l’indicatore sui tempi di pagamento. A dirlo è il report Cerved relativo al terzo trimestre 2016. Nel primo caso, quello dei protesti, gli analisti segnalano come tra luglio e settembre «sono state protestate 10.400 società, il 18,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2015, il 55% in meno rispetto ai massimi del 2013 e il livello più basso dal 2008». Per quanto riguarda, invece, i tempi di pagamento tra imprese, questi si attestano mediamente su 73,6 giorni: due in meno rispetto all’anno prima e il livello più basso dal 2012. Il ritardo accumulato rispetto alle scadenze è di poco superiore ai 14 giorni.

LA CLASSIFICA DEI PROTESTI

Var. % nel III trimestre 2016 su analogo periodo 2015. (Fonte: Cerved)

«I dati – sottolinea Marco Nespolo, amministratore delegato di Cerved – indicano comportamenti più virtuosi in tutti i settori e le aree del Paese, confermando la fase di consolidamento della situazione economico-finanziaria delle imprese iniziata nella seconda parte del 2013. La tendenza a pagare più puntualmente è positiva anche in aree e settori in cui storicamente si concentrano comportamenti meno virtuosi, come le costruzioni e il Mezzogiorno, che hanno ridotto il gap con gli altri settori e con le altre aree del Paese».

Il calo maggiore nell’ambito delle imprese protestate si registra in Trentino Alto Adige: -42,6% rispetto allo stesso trimestre 2015. Ma il numero di protesti è molto basso: era di 61 e si è ridotto a 35. In valore assoluto la maglia nera spetta a Lazio e Campania, rispettivamente con 1.887 e 1.661. Il calo è stato superiore al 10% per il Lazio e di oltre 17 punti percentuali per la Campania.

Per quanto riguarda, invece, i pagamenti, i ritardi maggiori si riscontrano in Sicilia, con quasi 26 giorni oltre i termini stabiliti. A seguire Lazio e Calabria, con 24,5 giorni di ritardo. Le imprese più virtuose si trovano invece in Veneto e in Trentino Alto Adige, rispettivamente con 9,2 e 9,3 giorni di ritardo rispetto ai termini. Queste, tra l’altro, sono le uniche due regioni con un dato inferiore ai dieci giorni. Poco sopra Emilia Romagna e Marche, con ritardi medi nei pagamenti di 10,6 giorni.

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