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Imprese, l’interscambio tra Italia e India sale a 9,1 miliardi

Prima edizione dell’High level dialogue on Italy-India economic relations che si è svolto sulla piattaforma Go! di Confindustria, e al quale hanno preso parte le più importanti realtà italiane e indiane che operano in sei settori

di Raoul De Forcade

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Prima edizione dell’High level dialogue on Italy-India economic relations che si è svolto sulla piattaforma Go! di Confindustria, e al quale hanno preso parte le più importanti realtà italiane e indiane che operano in sei settori


2' di lettura

Le imprese italiane e indiane pongono le basi per una partnership sempre più stretta su sei temi di importanza strategica per i due Paesi: manifattura avanzata (con focus su meccanica, macchine utensili e metallurgia); automotive; transizione energetica; infrastrutture; agroalimentare e information technology. A favorire l’incontro tra imprenditori d’Italia e India, la prima edizione dell’High level dialogue on Italy-India economic relations, che si è svolto mercoledì 28 ottobre sulla piattaforma Go! di Confindustria, e al quale hanno preso parte le più importanti realtà italiane e indiane che operano nei sei settori indicati. Il meeting online è stato promosso dall’Associazione India-Italia per la cooperazione fra i due Paesi (Aiicp), in collaborazione con Confindustria e Confederation of indian industry (Cii) e con il supporto delle ambasciate italiana e indiana .

«Gli imprenditori italiani – ha detto Barbara Beltrame, vicepresidente per l’internazionalizzazione di Confindustria - considerano l’India un Paese con un enorme potenziale di cooperazione. Gli scambi commerciali tra le due nazioni hanno raggiunto i 9,1 miliardi di euro nel 2019, classificando l’Italia come quinto partner dell’India tra i Paesi dell’Ue. Gli investimenti italiani in India ammontano a 6,4 miliardi di dollari, con una presenza di circa 700 aziende che impiegano più di 23mila lavoratori. Aziende che rappresentano marchi eccellenti nei settori della meccanica, dell’automotive, delle infrastrutture, delle ferrovie, dell’energia, delle Ict e della trasformazione alimentare».

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Emma Marcegaglia, presidente di Aiicp insieme all’indiano Sajjan Jindal, ha ricordato che «India e Italia stanno vivendo un periodo di dinamica cooperazione economica e commerciale e di intense relazioni politiche. E oggi per la prima volta – ha aggiunto riferendosi al meeting organizzato da Aiicp – imprese che sono già attive o che stanno valutando come espandere la loro presenza nei nostri rispettivi mercati hanno potuto incontrarsi ai massimi livelli, dei ceo e dei decisori senior. Noi intendiamo presentare le indicazioni emerse da questo dialogo ai nostri capi di Governo che terranno un summit bilaterale nei prossimi giorni».

Da parte sua, Sanjiv Bajaj, vicepresidente di Cii, ha dato un suggerimento alle imprese italiane, sottolineando che, con la Brexit, gli investitori indiani stanno cercando alternative all’Uk sul mercato Ue, «e questa – ha detto – può essere un’opportunità». Secondo l’ambasciatore d’Italia in India, Vincenzo De Luca, l’high level dialogue «rappresenta l’avvio di una nuova fase di partnership economica e strategica tra i due Paesi». E il presidente di Sace, Rodolfo Errore, ha reso noto che, «con un portafoglio di operazioni di oltre 800 milioni di euro, e ulteriori 450 milioni di nuovi progetti allo studio in una gamma diversificata di settori industriali, l’India è il secondo mercato di riferimento in Asia» per la società che fa capo al Mef.

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