Industria 4.0

Imprese liguri a caccia di competenze digitali

di Raoul de Forcade

(Fotolia)

2' di lettura

Ridisegnare le aziende in chiave digitale, a partire dall’esistente e dalle competenze delle risorse umane, per cogliere le occasioni che arrivano dall’Industria 4.0 e dal piano nazionale sull’innovazione messo a punto dal Governo. È questo l’obiettivo, non facile da raggiungere però, a cui mirano le imprese liguri che si sono riunite alla Spezia per assistere al roadshow di Confindustria sul tema «Impresa 4.0. Trasformazione competitiva digitale».

A focalizzare subito i punti su cui le aziende liguri dovranno concentrarsi ci ha pensato Giuseppe Zampini, alla guida di Confidustria Liguria e Genova, nonché presidente di Ansaldo Energia (di cui è stato anche ad per 16 anni).

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«Parlare di industria 4.0 – ha sottolineato Zampini - vuol dire parlare di competenze. Non si può introdurre uno sviluppo digitale in un’azienda che non ha capacità professionali all’altezza. Quindi bisogna partire con un percorso di sviluppo di queste capacità, cioè assumere per tempo personale già focalizzato. Con Ansaldo Energia, ad esempio, abbiamo iniziato, già nel 2005 ad assumere mille persone giovani. Oggi la fabbrica fa tre volte la produzione di allora con metà personale: abbiamo portato persone tutte diplomate per affrontare proprio la tecnica della digitalizzazione».

In questo momento, ha proseguito, «l’alta tecnologia, in particolare sul distretto di Genova e in parte sull’area di La Spezia, tiene ancora; e tiene in particolare per l’internazionalizzazione. Quello che temiamo è che di fronte a un ripresa che langue si debba ulteriormente spingere». D’altro canto «bisogna che tutti siano consci che l’industria 4.0 non la si compra al mercato ma è frutto di uno sviluppo interiore delle singole aziende. È un percorso lungo», che però, ha concluso, con le misure messe in atto dal Governo «può essere agevolato». Alle parole di Zampini hanno fatto eco quelle di Elio Catania presidente di Confindustria digitale. «Per il lungo periodo – ha detto - serve lavorare a fondo e nel dettaglio. Ridisegnare un’azienda partendo dall’esistente non è semplice. C’è bisogno di competenze, focalizzazione manageriale, progetti armonici e articolati di trasformazione».

La Liguria, ha aggiunto, «ha una base di partenza solida. Qui esistono molte start up e una base di medie e grandi imprese che può costituire un volano. Ritengo ci siano le condizioni per fare sistema, mettere insieme per la prima volta tutte queste iniziative che finora hanno lavorato in modo troppo indipendente, che non hanno graffiato sul territorio, non hanno portato valore sulle imprese».

Tra le aziende in prima linea in Liguria con l’Industria 4.0 c’è anche il gruppo Rina, che sta lavorando, ha spiegato l’ad Ugo Salerno, sia sulla manifattura additiva (fatta con la stampa 3D) sia sulla manutenzione predittiva (grazie ai big data).

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