analisi

Imprese orfane della «derivazione»

di Mauro Meazza

2' di lettura

L’impatto delle nuove disposizioni del Codice civile e dei nuovi principi contabili nazionali emanati dall’Oic sta impattando pesantemente, in queste settimane, su imprese e professionisti. Con alcuni punti critici che mettono a dura prova gli esperti e, in qualche caso, restano ancora senza risposte. In cima alle preoccupazioni ci sono le modifiche per l’esposizione dei derivati, con nuove voci nello Stato patrimoniale e nel Conto economico per consentirne l’iscrizione in base al fair value e rendere così evidenti gli impatti finanziari di esercizio in esercizio. Ma altrettanta, se non maggiore, preoccupazione genere l’assenza di una norma di coordinamento tra le nuove disposizioni contabili e i possibili impatti Ires e Irap.

Quest’assenza è nota - si veda, da ultimo, l’intervento di Luca Miele sul Sole 24 Ore dell’11 gennaio - e deriva dalla mancata approvazione di un emendamento alla legge di bilancio che era stato proposto dal Governo proprio per disciplinare la materia. Lo stesso emendamento dovrebbe essere riproposto, stando alle ultime indicazioni, durante la conversione del decreto legge milleproroghe, ora in discussione al Senato.

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Ma, a oggi, non esiste alcuna norma di coordinamento tra le innovazioni introdotte dal decreto legislativo 139/15 con il Testo Unico e le norme Irap. Di conseguenza, si profila il rischio di dover realizzare i bilanci civilistici secondo le nuove regole, e dover poi elaborare un “bilancio ombra” secondo le vecchie regole, ai soli fini fiscali. Una complicazione che potrebbe interessare quasi mezzo milione di imprese, orfane di un «principio di derivazione» e di una disciplina transitoria.

Un’ulteriore conferma di queste difficoltà è giunta ieri da Milano, alla prima tappa del roadshow dedicato a Bilancio e nuovi principi contabili Oic, organizzato da Pwc in collaborazione con Andaf (associazione nazionale dei direttori amministrativi e finanziari) presso la sede del Sole 24 Ore, con oltre cinquecento partecipanti, tra professionisti e fiscalisti d’impresa.

Nell’incontro di ieri - il primo di una serie, la prossima data sarà il 24 gennaio a Roma - dopo gli interventi iniziali di Andrea Toselli (Assurance leader Pwc) e Massimo Campioli (vicepresidente Andaf) i relatori Alessandro Turris, Antonella Portalupi, Riccardo Bua Odetti e Paolo Micanti hanno dapprima evidenziato i vari aspetti più rilevanti della riforma (con il debutto di venti nuovi principi contabili nazionali), tornando poi a discuterne nel corso di una tavola rotonda con il direttore tecnico dell’Oic, Tommaso Fabi e con Guerino Russetti, dell’Agenzia delle Entrate. L’Oic ha anche confermato l’impegno ad accompagnare questa complessa transizione alle nuove regole con una serie di incontri sul territorio.

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