La manovra

Imprese, professionisti e privati: ecco il limite per compensare tasse e contributi

Già elevato solo per il 2021 dal precedente livello di un milione di euro, il nuovo massimale ora si stabilizza a quota due milioni. Ma il vantaggio si ha dopo un anno

di Mario Cerofolini, Lorenzo Pegorin e Gian Paolo Ranocchi

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3' di lettura

Il massimale per le compensazioni “orizzontali” dei crediti fiscali e contributivi si consolida a due milioni di euro a partire già dal 1° gennaio. Lo prevede la legge di Bilancio 2022 (articolo 1, comma 72) che, allo stesso tempo, lascia invariate le regole sulla preventiva presentazione della dichiarazione corredata del visto di conformità per l’utilizzo dei crediti dichiarativi superiori ai cinquemila euro. In un periodo economicamente difficile, quale è questo pandemico e visto che le diffuse esclusioni dagli Isa rendono inaccessibile a molti il regime premiale, sarebbe stato apprezzabile anche un intervento volto a semplificare l’utilizzo dei crediti dichiarativi.

La modifica

La manovra ha elevato il limite dei crediti d’imposta e dei contributi compensabili ovvero rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale. Inizialmente fissato in 516mila euro per ciascun anno solare, il limite era stato dapprima aumentato a 700mila euro. Poi, con il decreto Rilancio, a un milione di euro per il 2020. E, infine, con il decreto Sostegni, per il solo 2021, a due milioni di euro. Ora la disposizione contenuta nella legge di Bilancio, con l’inizio del nuovo anno, porta a regime questa stessa misura.

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Il monitoraggio del rispetto della soglia va effettuato nell’arco della singola annualità dove vengono effettuate le compensazioni con il modello F24 a prescindere dall’anno di formazione del credito.

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I crediti dichiarativi

Non si registrano novità, invece, sulle modalità di utilizzo dei crediti dichiarativi. In base al Dl 124/2019, anche per le imposte dirette e l’Irap - per l’Iva il limite già esisteva - dal 1° gennaio del 2020 bisogna attendere il preventivo invio della dichiarazione, accompagnata dal rilascio del visto di conformità da parte di un professionista abilitato (o sottoscrizione dell’organo di controllo), prima di poter effettuare la compensazione orizzontale - fra tributi o contributi di diversa natura - di crediti dichiarativi il cui importo ecceda i 5mila euro. La compensazione del credito nel modello F24, peraltro, è possibile dal decimo giorno successivo all’invio della dichiarazione. La regola vale per tutti i contribuenti: imprese, professionisti e privati.

Questo presidio vincola non poco la monetizzazione dei crediti fiscali risultanti dalle dichiarazioni annuali. Oltre al costo per l’apposizione del visto di conformità, l’esperienza insegna che, a prescindere da quando siano disponibili i canali per l’invio telematico del file dichiarativo, ben difficilmente si riesce a chiudere e inviare la dichiarazione dei redditi o Irap prima di settembre dell’anno successivo a quello di maturazione del credito. Il limite di cinquemila euro oggi previsto per la compensazione “libera” costituisce, quindi, un significativo freno alla monetizzazione rapida dei crediti dichiarativi.

Gli esclusi dall’Isa

C’è poi un altro problema. In questo periodo pandemico si aggiunge per molti anche l’impossibilità di fruire del regime premiale Isa che in condizioni normali consente di innalzare i limiti per l’apposizione obbligatoria del visto di conformità per le compensazioni di crediti dichiarativi a 50mila euro annui per l’Iva e a 20mila per imposte dirette e Irap (in luogo della soglia base di 5 mila euro). Questa possibilità, infatti, è preclusa per tutti coloro che sono esclusi dall’applicazione degli indicatori di affidabilità economica.

Per il 2021, infatti, la Commissione degli esperti nella seduta del 17 dicembre scorso ha confermato l’inapplicabilità degli Isa nei confronti dei contribuenti che hanno subito una diminuzione dei ricavi o dei compensi di almeno il 33% nel periodo d’imposta 2021 rispetto al 2019. Quetsa esclusione, peraltro, sarà quasi sicuramente integrata con altre casistiche come già avvenuto per il 2020 (si veda l’articolo sotto). Quindi per tutti i virtuosi “teorici” degli Isa si torna alla soglia di 5 mila euro.

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