Il servizio di Infocamere

Imprese sempre più digitali: documenti online per un milione di attività

Record di imprenditori-utenti per il «cassetto digitale dell’imprenditore», che permette di gestire in cloud l’attività delle aziende e e si pone come interfaccia dei rapporti con la Pa

di Michela Finizio

Innovation village, dal 6 maggio al via Salone per le start up

3' di lettura

Record di un milione di utenti per il «cassetto digitale dell’imprenditore» su Impresa.italia.it, il servizio avviato nel 2017 da Infocamere per gestire in cloud l’attività delle aziende, diventato interfaccia dei rapporti tra mondo imprenditoriale e Pubblica amministrazione. Nel post-Covid gli utenti sono raddoppiati e gli accessi sono quadruplicati. Il sistema camerale raggiunge così un nuovo importante traguardo: l’adesione di un milione di imprenditori costituisce un risultato significativo in tema di semplificazione (e innovazione) dei processi, con una crescita delle attivazioni del 100% in poco più di un anno.

Cos’è il «cassetto digitale» dell’imprenditore

Il «cassetto digitale» consente a tutti gli imprenditori italiani di accedere ai documenti ufficiali della propria azienda, depositati al Registro imprese delle Camere di commercio, per scaricarli gratuitamente - anche in mobilità - e condividerli in modo facile, sicuro e veloce. Gli imprenditori che lo utilizzano sono dotati di un’identità digitale che, grazie all'utilizzo di smartphone e tablet, consente di accedere al patrimonio informativo delle Camere di commercio in base alle esigenze della propria impresa.

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Hanno ormai aderito al servizio, senza oneri, tutte le diverse forme di impresa, con alcuni importanti cluster economici quali le società di capitali e le imprese individuali che rappresentano il 79% delle attivazioni. Rispetto al periodo pre-Covid, l’esplosione dell’emergenza sanitaria ha visto raddoppiare le adesioni e quadruplicare la frequenza media degli accessi giornalieri al cassetto digitale - passati da 1.500 a 7.300 - triplicando quelli mediante Spid (in alternativa si può accedere tramite la Carta nazionale dei servizi).

Dal cassetto, gli imprenditori hanno potuto scaricare fino ad oggi - senza alcun costo - 2,5 milioni di documenti ufficiali delle proprie aziende, con una media giornaliera che, con l’arrivo della pandemia, è passata da 1.300 a 3.700 documenti. Tra questi, la visura (anche in inglese), l’elenco dei soci e degli amministratori, l’atto costitutivo, lo statuto, il bilancio, la storia delle modifiche, la fusione, la nomina di amministratori, la procura, il fascicolo d'impresa, la dichiarazione sostitutiva del certificato di iscrizione al Registro per ogni firmatario, e così via. Dal cassetto, ognuno di questi documenti può essere condiviso in tempo reale e sempre senza alcun costo non solo con la Pa ma anche con partner, clienti, fornitori, banche, professionisti.

L’identikit degli imprenditori «digitali»

L’85% degli imprenditori che utilizzano il servizio è a capo di un’azienda con meno di 10 addetti, il 25% è donna, il 56% ha un’età compresa tra i 45 e i 65 anni e il 20% guida un’azienda del commercio. Sono Milano (75mila), Roma (68mila) e Napoli (33mila) le province con il maggior numero di cassetti attivati. In rapporto alle imprese del territorio, però, spiccano le province di Calabria e Puglia (con tassi di utilizzo superiori al 30%), e del Friuli Venezia Giulia (intorno al 25%). Quasi il 60% delle adesioni riguarda proprietari di quote o azioni, titolari o amministratori unici. La metà (il 51%) delle imprese ha la forma di società di capitali (quasi tutte Srl) e il 27% quella di imprese individuali, a testimonianza del crescente interesse delle imprese più piccole e a maggiore rischio di marginalizzazione digitale.

Pesa lo stop alla costituzione digitale

Questo traguardo è un segnale di come il sistema camerale stia favorendo la trasformazione digitale delle imprese, prioritaria per il mondo produttivo, sia in termini di riduzione dei tempi sia dei costi. Ecco perché in questo contesto stride ancora di più lo stop del 29 marzo 2021 imposto dalla sentenza del Consiglio di Stato alla procedura per la costituzione telematica delle start up innovative. Mentre la gestione “digitale” dell’attività conquista nuovi utenti, infatti, l’Italia ancora non prevede una procedura online per aprire un’impresa. A chiedercelo è il mercato, la necessità di ridurre tempi e costi, ma anche la Direttiva europea 2019/1151 a cui bisogna uniformarsi entro il 1° agosto 2021. Al lavoro il Notariato e il Mise, che stanno mettendo a punto l’idea di una piattaforma nazionale dove aprire delle stanze virtuali per la stipula dell’atto costitutivo in presenza di un notaio.


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