Convegno Unindustria-Confindustria

Imprese: serve un collegamento più stretto tra città e montagna

Sfruttare i fondi in arrivo con il Pnrr, la nuova programmazione europea 21-27 e la nuova legge della montagna per investire su infrastrutture e digitalizzazione

di Andrea Marini

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3' di lettura

Rilanciare l’economia della montagna (a partire dal turismo) puntando su collegamenti più stretti con i grandi centri urbani. Allo stesso tempo creare una rete tra le località montane per aumentare il loro peso: l’obiettivo deve essere sfruttare i fondi in arrivo con il Pnrr, la nuova programmazione europea 21-27 e la nuova legge della montagna per investire su infrastrutture e digitalizzazione. Proprio la nuova legge sulla montagna, approvata in via preliminare dal governo, deve ricevere il via libera dalle camere il prima possibile. Sono questi i temi emersi nell’incontro, a Rieti, “Metromontagna. Una nuova visione per le terre alte”, organizzato da Unindustria Lazio, in collaborazione con Confindustria per la Montagna.

Camilli: serve una promozione turistica integrata

«C’è bisogno di una visione che vada ben oltre la valorizzazione classica della montagna come attrazione turistica e naturalistica spesso a servizio della grande città», ha spiegato Angelo Camilli, presidente di Unindustria Lazio. «Nella fase attuale – ha aggiunto – avrà un ruolo decisivo il Pnrr che presenta diverse iniziative che avranno effetti diretti e indiretti sui territori montani: dagli interventi sulle ferrovie dell’Appennino alle Green Communities, dai fondi per le reti di teleriscaldamento al piano dei Borghi, fino ai quasi due miliardi aggiuntivi per la ricostruzione delle aree del sisma. Nel Lazio, le aree montane hanno certamente bisogno di infrastrutture, altrettanto di una nuova idea integrata di promozione turistica, ma la montagna e i centri urbani che le stanno intorno hanno anche bisogno di innovazione, servizi, impresa e formazione».

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Grassi: infrastrutture digitali e puntare sui giovani

«Le aree montane, che rappresentano il 54,3% della superficie nazionale – ha spiegato Vito Grassi , Vicepresidente Confindustria e Presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali e per le Politiche di Coesione Territoriale di Confindustria – sono luoghi dove fare impresa è più difficile ma i dati mostrano un tessuto imprenditoriale vivace e ad alta produttività, che genera un valore aggiunto di quasi 48 miliardi di euro l’anno e che ha bisogno di un rinnovato modello di sviluppo per decollare ulteriormente. Il Pnrr ha previsto ingenti risorse per dare impulso agli investimenti e combattere lo spopolamento. Va nella stessa direzione il disegno di legge quadro sulla montagna approvato la scorsa settimana, un vero e proprio piano di rilancio su un orizzonte temporale di tre anni, con strumenti e facilitazioni per l’avvio di attività economiche, che fanno leva sulla diffusione delle infrastrutture digitali e sui giovani».

Berton: approvare subito la legge sulla montagna

«La montagna sconta un difetto di rappresentanza: pochi abitanti, pochi voti, scarso peso politico. Le località montane devono fare rete per affrontare insieme i loro porblemi: Rieti ha il problema di attrarre i turisti da Roma come Belluno e le Dolomiti hanno il problema di attrarre i visitatori di Venezia», ha detto Maria Lorraine Berton Presidente Confindustria Belluno Dolomiti e Gruppo Tecnico Sport e Grandi Eventi di Confindustria. «Dopo la nascita della nostra rete interna al sistema, l’allora Ministro Erika Stefani ha deciso di lanciare gli Stati generali della montagna, costituendo undici tavoli di lavoro su altrettanti temi strategici. Uno di questi, quello sull’innovazione sostenibile e le imprese in montagna, è stato coordinato proprio dalla nostra Associazione. Parte di quelle proposte sono state poi analizzate e recepite dalla nuova legge, voluta dal Ministro Mariastella Gelmini, che ringrazio per la determinazione e la grande sensibilità verso le Terre Alte. Sappiamo che il periodo è complesso – aggiunge – ma è importante che il testo sia approvato velocemente da camera e senato».

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