tensioni tra vicepremier

Imprese al Viminale, Di Maio: «Parole, i fatti al Mise». Salvini: «Bado a sostanza»


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2' di lettura

«Penso che tutti i ministri abbiamo il dovere di incontrare sempre le imprese. Come ha detto il presidente Boccia, ora ci aspettiamo i fatti e i fatti si fanno al Mise». Parole del ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che inaugura l’ennesima settimana cruciale per la manovra con una frecciata al collega vicepremier Matteo Salvini, promotore ieri al Viminale di un confronto con i rappresentanti di 15 organizzazioni imprenditoriali tra cui il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. La controreplica di Salvini arriva a stretto giro: «A me interessa la sostanza, io incontro, ascolto, trasferisco, propongo, miglioro, poi a me interessa che il Governo nel suo complesso aiuti gli italiani. Ognuno fa il suo», attacca il leader della Lega parlando a margine di un incontro a porte chiuse a Milano con i presidenti delle associazioni territoriali lombarde di Confindustria.

Domani via al tavolo permanente con le imprese
«Noi riuniamo domani 30 sigle, ieri c'erano poco più di 10 sigle»: l’obiettivo, ha spiegato Di Maio, «è di creare un tavolo permanente» con le imprese, che abbia un suo metodo di lavoro e «che segua il percorso della legge di bilancio» e del Decreto legge sulle semplificazioni: «Le novità saranno sull'abbassamento dei costi del lavoro, il pagamento dei debiti della Pa e la sburocratizzazione».

«Pensioni d’oro vanno tagliate, troveremo una soluzione»
Oltre al rapporto con le imprese, a causare l’ennesimo attrito tra i due vicepremier è il taglio alle pensioni d’oro, riforma fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle, che Di Maio oggi ha confermato tra le priorità del Governo giallo-verde. L’intenzione dei pentastellati, ha spiegato, è di tagliare «le pensioni che non meritano di essere così alte perché le persone non si sono versate i contributi», linea verrà ribadita anche al presidente del Consiglio nelle prossime riunioni di maggioranza. «Sono sicuro che raggiungeremo una soluzione - ha risposto ai giornalisti nella sede del Mise - nessuno è così suicida da voler bloccare i tagli delle pensioni d'oro in un momento in cui gli italiani sono arrabbiati». Ieri, a in “Mezz’ora” (Rai 3) Salvini aveva escluso il taglio fino al 40% delle pensioni alte già annunciato dal capo politico 5S proponendo in alternativa il blocco dell'adeguamento della quota delle pensioni alte non coperte dai contributi.

Ecotassa, Di Maio pronto al dialogo
Nella lista dei temi caldi legati alla manovra che oggi inizia la seconda lettura in commissione Bilancio al Senato c’è poi la cosiddetta ecotassa, l’imposta sull’acquisto delle auto nuove che penalizzerebbe quelle più inquinanti (e meno care). La misura, introdotta nel passaggio alla Camera da un emendamento pentastellato, era stata immediatamente bocciata da Salvini perchè impopolare e dovrebbe essere modificata a palazzo Madama. «Dobbiamo incentivare le auto elettriche, ibride, quelle a metano: se dobbiamo trovare delle soluzioni per la parte ”malus” sono pronto al dialogo per evitare nuove tasse sulle auto degli italiani», ha spiegato Di Maio, rimandando la soluzione al confronto con industriali e ai consumatori. «Ci stiamo muovendo per affrontare la questione inquinamento che non è più rinviabile - ha concluso il ministro - sottolineando che «l’onere di un governo è quello di affrontare un tema proponendo una soluzione».

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