PROBLEMI DI SMALTIMENTO

Imprevisto nella stazione spaziale internazionale: toilette fuori uso

Nello spazio l’urina non si butta, ma entra in un circuito virtuoso di recupero e purificazione che permette poi di bere il prodotto reso potabile

di Leopoldo Benacchio


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2' di lettura

Trovare un idraulico sulla Terra è già difficile, figuriamoci in orbita a 400 chilometri di altezza. È quanto hanno verificato gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale, ISS, in questi ultimi due giorni, quando entrambe le toilette disponibili sulla grande stazione orbitante sono andate fuori uso. Di costruzione sovietica, finora avevano assolto bene il loro compito ma, si sa, quel che avviene sulla Terra può avvenire anche in cielo. Quindi niente da fare e il comandante, il nostro Luca Parmitano, ha dovuto chiedere alla base terrestre il permesso di ripararne almeno una delle due che, vuoi che siano vecchie vuoi che ci sia troppa gente a bordo, non smaltivano più.

Nello spazio non si butta neanche l’urina
Quel che è semplice sul pianeta, una volta in orbita, e in condizioni di pratica assenza di gravità, diventa un bel problema. Ma gli astronauti sono addestrati a tutto e quindi, anche se probabilmente avrebbero preferito fare qualcosa di più qualificato, hanno sturato uno dei due WC di bordo. Pur se concettualmente sono molto simili a quelli terrestri, magari a quelli chimici dei camper più che a quello di casa nostra, i sistemi spaziali devono tenere conto di due condizioni molto importanti: la prima è sempre la mancanza di una gravità apprezzabile, per cui occorre “catturare” in qualche modo il prodotto dell’operazione dell'astronauta e il secondo è che l’urina non si butta, ma entra in un circuito virtuoso di recupero e purificazione sviluppato dagli USA che permette poi di bere il prodotto reso potabile.

Acqua, o cara (nello spazio)
Teniamo conto che se 6 astronauti bevono anche solo 2 litri al giorno di acqua a testa fa, diciamo, 350 litri al mese, per un costo che possiamo, giusto per farci un'idea, fissare in 5000 euro al litro, tanto costa portarla in orbita sulla Iss.

Utilizzare assorbenti speciali, pannoloni per essere terra terra anche se siamo nello spazio, non è inusuale per gli astronauti, dato che nelle uscite extraveicolari come le due spettacolari effettuate da Luca Parmitano la settimana scorsa per riparare uno strumento di misura all'esterno, devono per forza dotarsene.

Tecnico al lavoro per riparare la «toliette spaziale»

La vita nella stazione spaziale
Le tute spaziali sono in realtà delle mini astronavi, con tutti i sistemi di sopravvivenza, acqua, ossigeno, comunicazioni, ma non hanno un sistema di smaltimento di urina e altro. Il problema è allo studio, dato che limita ovviamente la possibilità di attività all'esterno. Vivere nella Stazione Spaziale è un po' strano, si dorme appesi e senza peso in un sacco, si urina dentro un imbuto, si vola letteralmente da una stanza all'altra e si mangia cibo impacchettato da tempo. Speriamo che Parmitano si sia potuto consolare dell'inconveniente con una razione delle ottime melanzane alla parmigiana, il suo piatto preferito, preparate per lui da Stefano Polato, il cuoco veneto degli astronauti italiani, che ha conquistato anche gli altri, di ogni nazionalità. Italian food to the stars.

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