IL CASO ORI MARTIN

Impronta Co2 e teleriscaldamento L’Esg debutta nei bilanci delle Pmi

di Matteo Meneghello


2' di lettura

L'attenzione alle variabili Esg come un fattore di competitività non più solo per le imprese quotate, chiamate ad assecondare un mercato dei capitali sempre più esigente, ma anche per le Pmi non quotate, impegnate ogni giorno in un costante dialogo con una comunità di stakeholder a cui rendere conto delle proprie scelte operative. Un trend che trova conferma nel primo bilancio di sostenibilità di Ori Martin, acciaeria da circa 583 milioni di fatturato e 429 dipendenti, situata da più di un secolo a pochi chilometri dal centro di Brescia. Una Pmi manifatturiera di questa taglia, impegnata nella catena di fornitura per il mercato dell'automotive, deve per esempio fare i conti con la crescente attenzione, da parte dei clienti, all'incidenza delle emissioni co2 sulla produzione. Non è un caso che Ori lavori già da qualche anno al calcolo della co2 footprint dei prodotti, con l'obiettivo di comunicare l'impatto generato dalle componenti prodotte nello stabilimento e individuare le varabili critiche su cui intervenire in termini di organizzazione e gestione della produzione e dei processi aziendali. Dopo una prima analisi nel 2016, lo studio è stato ripetuto nel 2018 e nel 2019, ed è in corso di acompletamento l'aggiornamento per il 2020.

Sul fronte della diversificazione da fonti rinnovabili, Ori Martin è tra le aziende italiane che ha scelto uno strumento innovativo come il Ppa, un contratto di power purchase della durata di cinque anni finalizzato all'acquisto di energia prodotta da un parco fotovoltaico in costruzione in Sardegna, che consentirà di utilizzare circa cento GWh all'anno generati da energie rinnovabili, garantendo così una quota di almeno il 10% di approvvigionamento di energia elettrica da fonte rinnovabile. Altra iniziativa significativa è I-recovery, per recuperare il calore in eccesso degli impianti e trasformarlo in riscaldamento per la città: 82.750 i Giga Joule di calore che sono stati recuperati e ceduti alla rete di teleriscaldamento di Brescia (da tempo creata da Asm, la municipalizzata cittadina poi confluita in A2a) che riscaldano ogni inverno oltre 2mila famiglie.Lo scorso anno la società ha generato 428 milioni di valore, di cui 369 milioni distribuito agli stakeholders (fornitori, dipendenti, Pubblica amministrazione, comunità). Quasi raddoppiato, poi, nell'ultimo anno, il numero delle donne del gruppo, anche se l'incidenza rispetto al totale, pari a circa il 5%, resta ancora bassa.

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«Il documento di sostenibilità - spiega il presidente di Ori Martin, Uggero de Miranda - è il punto di partenza di una prospettiva strategica di lungo periodo, basata sulla crescente attenzione al tema della sostenibilità e su una storia aziendale centenaria fonte insostituibile di esperienza, conoscenza e relazioni».

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