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Improvvisazione e amicizia: così ci salveremo

Esce “Heritage of the Invisible II” di Aquiles Navarro e Tcheser Holmes. L'emergenza Covid ha costretto lontano dai palchi i due musicisti, che però non rinunciano al loro umore positivo e raccontano a “IL” questo particolare periodo storico che gli Stati Uniti stanno vivendo a un passo dalle elezioni

di Michele Casella

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Esce “Heritage of the Invisible II” di Aquiles Navarro e Tcheser Holmes. L'emergenza Covid ha costretto lontano dai palchi i due musicisti, che però non rinunciano al loro umore positivo e raccontano a “IL” questo particolare periodo storico che gli Stati Uniti stanno vivendo a un passo dalle elezioni


5' di lettura

L'improvvisazione sonora, quando funziona, ha alla base un'affinità quasi elettiva fra i musicisti, un rapporto in cui elaborazione tecnica e fluidità esecutiva raggiungono l'apice emotivo. Per Aquiles Navarro e Tcheser Holmes si tratta quasi di telepatia, un'assonanza mentale coltivata in oltre 12 anni di collaborazione e amicizia. Per questo particolare duo, che rivendica con forza la propria influenza afro-caraibica, il 2020 è senza dubbio un anno determinante, innanzitutto perché a marzo ha visto la pubblicazione di “Who Sent You?”, il secondo album del loro progetto Irreversible Entanglements. A questo disco folgorante, senza dubbio fra le più importanti uscite dell'anno, si aggiunge ora il nuovo LP in duo “Heritage of the Invisible II”, una prova su lunga distanza che è anche specchio del suono jazz newyorchese. Costruite attorno alla tromba e alle percussioni di Navarro e Holmes, questi dieci brani pubblicati dalla International Anthem si spostano attraverso irrequietezza e gioia, eredità passate e istanze del contemporaneo.

Alla partenza apocalittica di “Initial Meditation”, affidata alla voce del poeta spagnolo Marcos de la Fuente, seguono l'inno altisonante di “Pueblo”, i vortici impazienti di “A Night in NY”, l'improvvisazione al piano di Nick Sanders in “M.O.N.K.” e gli otto minuti free di “NAVARROHOLMES”. L'emergenza Covid ha costretto lontano dai palchi i due musicisti, che però non rinunciano al loro umore positivo e raccontano a “IL” questo particolare periodo storico che gli Stati Uniti stanno vivendo a un passo dalle elezioni.

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La musica di “Heritage of the Invisible II” è piena di tensione e fermento, in che modo gli eventi degli ultimi anni negli Stati Uniti hanno influenzato la vostra produzione?

Navarro: Mi ricordo che quando POTUS (nickname su Twitter del Presidente Donald Trump, ndr) è stato eletto, stavo suonando a concerto in centro. Tutti i musicisti e i clienti del locale stavano aspettando i risultati e nel momento in cui hanno annunciato il suo nome ho detto: «Beh, ora avremo bisogno di MOLTA più arte». Credo che i costanti attriti negli Stati Uniti generino molte cose... per lo più brutte, ma se sei fortunato puoi capovolgerle e usare la magia che ne deriva.

Holmes: Il mondo ha bisogno di molta più arte, ma ci dà anche un senso di urgenza nel fare qualcosa. Dobbiamo essere onesti, gli Stati Uniti sono stati costruiti su una centralità della distruzione. Sono un uomo di colore del centro città e affermare che gli “eventi recenti” siano allarmanti è falso, ma credo che io e Aquiles abbiamo visto i gioielli di questi tempi. Abbiamo iniziato a guardare le pratiche quotidiane delle nostre culture e ne abbiamo scorto le fortune nascoste.

Forse l'aspetto più importante di questo disco – e anche del lavoro come “Irreversible Entanglement” – è l'assoluta assenza di confini, il suono è libero di formarsi nell'essenza che desiderate. Come procedete dal concept dell'album al lavoro in studio?

Navarro: Hai centrato il punto. Sì, ne siamo consapevoli, lo studio deve essere in grado di elaborare e documentare le nostre idee una volta che iniziamo. Non appena entriamo in studio tutto è musica, non stiamo cercando di realizzare un disco di questo o quel genere, io voglio solo essere libero, volare, esplorare, lasciare che la musica scorra attraverso di noi e che gli spiriti parlino.

Holmes: Anche con la forma libera ci sono regole… Intro, sezione A, B, forse una sezione C, ritorno ad A, tema finale… la “libertà” o l'assenza di confini contiene un'incredibile quantità di responsabilità.

Accanto all'improvvisazione c'è anche un forte lavoro sulla struttura dei brani, quali influenze avete usato per comporle?

Navarro: Qualunque cosa, ma molte idee nascono da una singola e tu devi solo essere pronto a metterle insieme. Io costruisco l'idea nella mia testa fino al punto in cui si manifesta nel mondo fisico, quasi come se già esistesse. E come duo, abbiamo bisogno di nuovi colori e movimenti, quindi Tcheser mette al centro tutto ciò che fa e io faccio lo stesso. Ognuno di noi fa i propri compiti, così possiamo divertirci.

Holmes: Sì, molte idee nascono dalle individualità e poi vengono elaborate. Siamo solo due persone, quindi ci assicuriamo di essere molto attenti, sensibili e aperti, manteniamo costantemente un atteggiamento di costante apprendimento, così da rendere la musica entusiasmante.

L'uso della voce è molto diverso negli “Irreversible Entanglement” rispetto a “Heritage of the Invisible II”, in questo album le voci sono prima di tutto “elementi di suono” mentre nell'altro progetto il loro significato ha un peso maggiore…

Holmes e Navarro: La principale differenza è che negli “Irreversible Entanglement” ci sono altre tre persone… Penso che la voce sia un “elemento del suono”, punto. In entrambi i progetti la voce ha grande significato e merita di essere amplificata, la differenza sta nel come l'ascoltatore ci si relaziona.

In “Heritage of the Invisible II” sono presenti anche elementi elettronici, che tipo di lavoro ha realizzato Madam Data per il mix finale?

Holmes: Ha fatto un gran lavoro, di vero gusto, dolce, onesto… è la migliore!

Navarro: Dopo aver suonato insieme per Circuit City ci siamo resi conto che avevamo un'affinità reciproca per la musica elettronica/techno, comunque tu voglia chiamarla. Così, quando ho cominciato il missaggio, Madam Data ha iniziato a remixare la prima traccia ed ho pensato: «È dannatamente fantastico!». Sono davvero felice della collaborazione. MD è una musicista straordinaria, ha anima, orecchie, gusto, tutto!

La International Anthem è una delle etichette più interessanti del momento, come vi trovate con loro? Nella vostra musica ci sono influenze provenienti dalla storia sonora di Chicago?

Navarro: Abbiamo cominciato il progetto Irreversible Entanglement più o meno nel periodo in cui la International Anthem era ancora agli inizi e il clima era davvero positivo, pieno di sentimento, professionale ma anche di sostegno umano. Ora le cose sono rimaste praticamente uguali, ma dietro c'è un meccanismo più grande, che si sforza di diffondere buona musica. Siamo molto felici, Scottie (Scott McNiece, boss della label, ndr) è fantastico, mi fido di lui. Tutti i musicisti che ho incontrato a Chicago sono fantastici, anche Louis Armstrong era a Chicago e ha sicuramente lasciato qualcosa di importante nell'aria.

Cosa pensate dell'ascolto su piattaforme di streaming come Spotify? Credete che possa aiutare la diffusione della musica o preferite il buon vecchio vinile?

Holmes: Mi piacciono entrambi. Ascoltare musica è la mia vita, quindi sarà sempre fantastico, ma non posso parlare dei modi in cui consumarla. Non c'è niente di meglio di sentire qualcosa che non hai mai ascoltato e di dover scoprire di cosa si tratta.

Navarro: Beh, ascoltare la musica è fantastico, ma il modo in cui lo consumi è qualcos'altro. Non saprei, non uso Spotify ma da quando c'è la nostra musica ho dovuto occuparmi del lato amministrativo di questi servizi di streaming e questo si è rivelato uno strumento utile per capire cosa sta succedendo, almeno all'interno di quei servizi. Preferisco il vinile, per la pazienza che ne deriva. Anche avere accesso a qualunque cosa in qualunque momento potrebbe essere bello, ma alcuni dicono che tutta questa diponibilità non fa bene. Ad ogni modo, l'importante è ascoltare la musica nel modo che ti rende felice.

L'emergenza Covid-19 sta influenzando il vostro lavoro in modo importante? Come state rispondendo a questa situazione?

Holmes: Mi mancano il palco e il tour, ma mantengo alto il morale e provo a cambiare mentalità per il futuro. C'è stata una settimana in cui ho pensato: «Ohhhh no!», ma con una famiglia fantastica e amici come Aquiles, il COVID è stato un riavvio spirituale, quindi siamo rilassati.

Navarro: Ci ha portato via il rapporto fisico col pubblico. Quindi non si è trattato solo di danni immediati per i mancati tour, ma anche di una stanchezza mentale che può facilmente far arrendere. Fortunatamente non è il nostro caso, continuiamo ad andare avanti, facciamo musica, rispondiamo a email e rilasciamo interviste. Amiamo molto l'Italia e speriamo di tornarci presto!

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