Acquisizioni

Imr Industrialesud rileva Caterpillar

Acquisirà lo stabilimento Caterpillar di Jesi e i suoi 189 lavoratori con l’obiettivo di avviare un nuovo progetto industriale

di Michele Romano

(ANSA)

2' di lettura

Sarà IMR-Industrialesud, quartier generale a Carate Brianza, ad acquisire lo stabilimento Caterpillar di Jesi e i suoi 189 lavoratori, con l’obiettivo di avviare un nuovo progetto industriale: il gruppo globale legato all’automotive, nel cui capitale sociale è presente Simest, braccio di Cassa Depositi e Prestiti, ha 2.600 dipendenti (la metà dei quali in Italia), e stabilimenti anche in Germania, Spagna e Polonia. L’operazione segna un nuovo passo avanti nel processo espansivo per acquisizioni, l’ultima delle quali si era conclusa tre mesi fa sulla Lombardini di Rieti, parte del gruppo americano Kholer.

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Trattativa complessa

L’incontro decisivo di ieri pomeriggio al Mise era iniziato con i fumogeni accesi dai lavoratori jesini sotto l’edificio di Via Molise e si è concluso tra i sorrisi, perché la proposta di acquisto è stata accettata dalla multinazionale americana, anche se al termine di una trattativa complessa conclusa nel corso della notte precedente e dopo che la prima offerta era stata giudicata praticamente irricevibile dall’amministratore delegato Jean Mathieu Chatain.

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«Congelare i licenziamenti sino a operazione conclusa»

A far storcere il naso ai sindacati il rinvio di soli quindici giorni della procedura di licenziamento collettivo che sarebbe dovuta scattare dopodomani, un termine che Mirco Rota e Tiziano Beldomenico della Fiom giudicano “estremamente breve” e che verrà comunque formalizzato questa mattina alla Regione Marche, dove l’assessore Aguzzi ha convocato azienda e sindacati, i quali insisteranno nella richiesta di congelare i licenziamenti collettivi fino all’acquisizione definitiva da parte di IMR e la definizione di un accordo sindacale, che – spiega la Fim Cisl – «dovrà salvaguardare tutta la forza occupazionale: sia i lavoratori diretti che quelli in staff leasing (una trentina, ndr.)».

Due settimane alla due diligence

«Al termine della sospensione verrà individuato l’ammortizzatore sociale più adatto ad accompagnare il passaggio che dovrebbe chiudersi in 3-4 mesi», sottolinea la viceministra allo Sviluppo economico, Alessandra Todde. Nel frattempo, da oggi la produzione nello stabilimento di Jesi dovrebbe riprendere regolarmente, dopo che dal 10 dicembre scorso, giorno in cui furono comunicati i licenziamenti, si è proseguito a singhiozzo. Due settimane per concludere la due diligence che porta alla formalizzazione dell'accordo: è il segnale che le parti sono molto vicine a concludere e che la multinazionale americana vuole abbandonare Jesi a qualsiasi costo entro la fine di marzo. Di contro c’è un processo di reindustrializzazione complesso e per il quale saranno necessari tempi più lunghi, perché da Jesi non usciranno più cilindri per macchine movimentazione terra, ma produzioni completamente diverse, legate alla componentistica per le auto di lusso e i truck, che IMR stava per portare in Polonia e per le quali sono necessari macchinari adeguati e lavoratori formati.

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