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Imu, pagamento del 16 giugno: tutto quello che c’è da sapere in 9 domande e risposte

Nel calcolo bisognerà prestare attenzione a rendite e aliquote da applicare. In caso di ritardi sanzioni più leggere se si recupera in tempi rapidi

di Cristiano Dell'Oste e Giovanni Parente

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4' di lettura

Entro giovedì 16 giugno va versata la prima rata dell’Imu 2022. Tra le novità, la possibilità di esentare una sola abitazione se marito e moglie hanno la residenza in Comuni diversi. Ma si è chiusa la stagione delle esenzioni per l’emergenza Covid: ne rimane solo una per i cinema e teatri a condizione che il gestore possieda anche l’immobile. Massima attenzione sia alle rendite per la base imponibile che alle aliquote applicabili. Resta confermato che, se una casa è stata acquistata o venduta nei primi mesi dell’anno, il calcolo dell’imposta dovuta dovrà essere effettuato in proporzione ai mesi di possesso.

Chi deve versare l’Imu?

In linea di massima l’Imu è dovuta dal proprietario del fabbricato, esclusa l’abitazione principale (le uniche “prime case” a pagare sono quelle iscritte nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9). Sono tenuti al versamento anche i titolari dei diritti reali di godimento – come l’usufrutto e il diritto d’abitazione – e i locatari nei contratti di leasing.

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Quanto si deve pagare?

Ogni Comune stabilisce il livello del prelievo, ma hanno valore solo le delibere pubblicate sul sito delle Finanze. Tuttavia, l’acconto dell’Imu va versato in base all’aliquota delierata dal Comune per i 12 mesi precedenti. Perciò, se nei primi sei mesi del 2022 la situazione dell’immobile non è cambiata, si può semplicemente pagare la metà dell’imposta dovuta per il 2021. Insomma, le delibere relative al 2022 in fase di acconto possono essere ignorate dai contribuenti, che però potrebbero già usarle se qualche Comune avesse ridotto il livello dell’Imu.

Come si calcola l’imposta?

Si parte dalla rendita catastale (reperibile dal rogito o con una visura catastale sul sito delle Entrate). La si rivaluta del 5% (moltiplicazione per 1,05) e poi per il coefficiente di rivalutazione (160 nel caso delle abitazioni). A questo punto si è ottenuta la base imponibile, su cui applicare l’aliquota, nella maggior parte dei Comuni allineata al massimo del 10,6 per mille. Ad esempio:

● rendita catastale: 450 euro;

● base imponibile: 450 x 1,05 x 160 = 75.600

● imposta dovuta annua: (75.600 / 1.000) * 10,6 = 801,36

● acconto: 801,36 / 2 = 400,68 arrotondato a 401 euro.

Quali sono le novità principali di quest’anno?

L’abitazione principale è quella in cui il possessore e il suo nucleo familiare hanno residenza e dimora abituale. Se i componenti risiedono in due case nello stesso Comune, l’esenzione spetta solo per una di esse; lo stesso accade ora – e questa è una novità del 2022 – se le due case sono ubicate in Comuni diversi. In quest’ultima ipotesi, l’orientamento precedente della Cassazione era che nessuna delle due case fosse esente.

Altra novità è che da quest’anno non si paga più l’Imu sugli “immobili merce”, cioè i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita (finché non siano affittati).

Ci sono agevolazioni da Covid-19?

Ne è rimasta solo una: l’esenzione per gli immobili di categoria catastale D/3 usati per cinema, teatri e sale per concerti o spettacoli. C’è però una condizione molto severa: il gestore dell’attività di intrattenimento deve anche essere soggetto passivo dell’imposta, cioè possessore dell’immobile.

Cosa succede se nei primi sei mesi del 2022 una casa è stata comprata o venduta?

Come regola generale, l’Imu è versata in proporzione ai mesi di possesso. Ad esempio, se una casa è stata acquistata il 10 aprile, sarà posseduta dall’acquirente per tre mesi (aprile, maggio, giugno) ed è in relazione a queste tre mensilità che sarà dovuto il tributo.

Il tributo del mese in cui avviene il trasferimento è a carico di chi possiede l’immobile per più giorni nel mese. Il giorno d’acquisto si conta come giorno in quota all’acquirente e in caso di parità – come nel caso del rogito avvenuto il 16 aprile – l’imposta per quel mese è dovuta dall’acquirente.

Come si versa l’imposta?

Il pagamento può avvenire con diversi metodi:

● il tradizionale bollettino postale;

● il servizio PagoPa;

● il modello F24 ordinario o semplificato, che può essere compilato tramite la propria banca (home banking) o direttamente dal sito internet delle Entrate (si accede tra l’altro con Spid) indicando l’Iban del conto corrente di addebito.

Cosa succede se si paga in ritardo?

Chi paga oltre la data del 16 giugno deve versare, insieme all’imposta, sanzioni tanto più severe quanto è maggiore il ritardo e gli interessi legali parametrati sul numero dei giorni (il tasso legale per il 2022 è l’1,25%). Per piccoli ritardi, comunque, le sanzioni sono davvero leggere:

● 0,1% al giorno fino a 14 giorni di ritardo (cioè fino al 30 giugno compreso);

● 1,5% dal 15° al 30° giorno;

● 1,67% dal 31° al 90° giorno;

● 3,75% dal 91° giorno e fino a un anno di ritardo.

Si può pagare tutto in un’unica rata?

Sì. L’acconto deve essere “almeno” pari a metà dell’imposta dovuta in base alle aliquote dell’anno precedente. In caso di piccoli importi può essere più pratico versare tutto in una volta (la soglia a partire da cui bisogna pagare è 12 euro, ma i Comuni possono stabilire cifre inferiori). Se si paga tutto a giugno e poi la situazione dell’immobile cambia o le aliquote aumentano, occorre fare il conguaglio.

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