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Imu e Tari, vecchie aliquote se la delibera ritarda

Dall'anno prossimo, tutte le scadenze di pagamento relative ai tributi comunali antecedenti al 1° dicembre devono essere rispettate applicando le deliberazioni dell'anno precedente

di Luigi Lovecchio


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(ANSA)

1' di lettura

Dall'anno prossimo, tutte le scadenze di pagamento relative ai tributi comunali antecedenti al 1° dicembre devono essere rispettate applicando le deliberazioni dell'anno precedente. La conferma giunge dalle circolari 2 e 3 del Mef.

Con riferimento a Tari, tributi minori, Imu e Tasi, la trasmissione al Mef da parte del comune deve avvenire entro il 14 ottobre dell'anno di riferimento, così da ottenerne la pubblicazione sul sito del Mef non oltre il 28 ottobre dell'anno stesso. L'applicazione retroattiva delle delibere medesime a far data dal 1° gennaio dell'annualità interessata è assicurata dall'adozione dell'atto entro il termine stabilito per l'approvazione del bilancio di previsione.

Poiché i Comuni hanno tempo di pubblicare le delibere fino al 28 ottobre, il decreto crescita ha stabilito che tutte le scadenze di pagamento anteriori al primo dicembre di ciascun anno dovranno essere osservate applicando le aliquote dell'anno precedente. Il comune dovrà pertanto prevedere espressamente per regolamento, ove non lo abbia già fatto, una scadenza per il saldo, entro la quale il contribuente dovrà versare il conguaglio rispetto a quanto pagato sulla base degli atti previgenti.

Per approfondire:
Tasse locali, i comuni pignorano già i conti. Cosa (non) cambia con la riforma

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