reddito di cittadinanza

Navigator, in 16 regioni firmate le convenzioni con Anpal per le assunzioni

All’appello mancano ancora la Lombardia, la Basilicata, la Campania, le province di Trento e Bolzano. I navigator saranno operativi da metà agosto nei centri per l’impiego, prima dovranno effettuare un corso di formazione di due settimane.

di Giorgio Pogliotti


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3' di lettura

Dopo la firma da parte di 16 regioni delle convenzioni con Anpal servizi avvenuta al Mise, potranno essere contrattualizzati buona parte dei 2.980 navigator che hanno superato il test di fine giugno. Saranno assunti da Anpal servizi come collaboratori fino al 30 aprile 2021, con una retribuzione lorda annua di 30mila euro. All’appello mancano ancora la Lombardia, la Campania, la Basilicata, le province autonome di Trento e Bolzano: le assunzioni di navigator in queste aree potranno essere avviate solo dopo la firma delle convenzioni.

PER SAPERNE DI PIÙ / Dossier reddito di cittadinanza

L’operatività dei navigator nei centri per l’impiego è prevista da metà agosto, perchè prima saranno convocati ad una sessione di orientamento di base - il 29 luglio si terrà in Sardegna il 31 luglio a Roma e il 1 agosto a Palermo - poi dovranno partecipare ad un corso di formazione di due settimane, sotto la supervisione di un esperto di Anpal. Una volta presi in carico dai centri per l’impiego regionali, i navigator dovranno comunque superare un percorso di 16 moduli formativi on the job, per un totale di 200 ore, da realizzare nei primi 4 mesi di attività per ottenere la certificazione Anpal relativa alla nuova figura professionale.

Sulle competenze dei navigator differenze regionali
Le convenzioni firmate con le 16 regioni, prevedono compiti differenti. Ad esempio il Lazio e la Calabria hanno introdotto una clausola che vieta ai navigator di intervenire in modo diretto nei confronti dei beneficiari del reddito di cittadinanza (serve un’autorizzazione esplicita della regione). Compito del navigator sarà quello di supportare gli operatori dei centri per l’impiego nella realizzazione di un percorso che va dalla prima convocazione, fino all’accettazione di un’offerta di lavoro congrua per il percettore del reddito di cittadinanza. Il primo appuntamento servirà per verificare i requisiti e raccogliere le informazioni sul nucleo familiare, poi verrà sottoscritto il Patto per il lavoro, avviando un percorso di accompagnamento all’inserimento lavorativo personalizzato.

La distribuzione dei navigator sarà su base provinciale. Tra le grandi città 274 andranno a Napoli, 195 a Roma, 125 a Palermo, 107 a Torino, 100 a Catania, 78 a Bari, 77 a Salerno, 76 a Milano (i numeri per le assunzioni sono proporzionali alle richieste di reddito di cittadinanza).

Il ritardo delle politiche attive
Sono 330mila i percettori del reddito di cittadinanza considerati “occupabili” che dovranno essere in possesso della Did (dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro) ma, compresi i componenti delle famiglie, il numero si prevede salirà a 660mila. Il problema è che ancora non è operativo il sistema applicativo informatico con gli elenchi dei beneficiari, in assenza del quale i centri per l’impiego non hanno iniziato a contattare (con sms o email) i percettori del reddito di cittadinanza “occupabili” . A livello regionale c’è chi si è presentato spontaneamente agli sportelli. Ma l’applicativo sarà operativo all’inizio di settembre, solo a quel punto inizieranno le convocazioni. Ben oltre la scadenza fissata dalla legge che prevedeva la convocazione dei percettori del reddito di cittadinanza entro un mese dal riconoscimento del sussidio, che per molti è stato erogato a partire da aprile. Dopo la pausa estiva, dunque, potranno partire le politiche attive del lavoro. Fino a quella data, il nuovo strumento avrà una natura solo “assistenziale”.

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