Il progetto

In Abruzzo filiere tracciate con la blockchain

Intesa tra Confindustria di Chieti-Pescara e Camera di Commercio

di Enza Moscaritolo

default onloading pic
Nella regione abruzzese promozione del territorio con l'Ict

2' di lettura

Tecnologia blockchain per approdare all’agricoltura 4.0. Arriva dalla Regione Abruzzo un’iniziativa per la tracciabilità delle filiere grazie ad un sistema agricolo regionale informatizzato per promuovere il territorio abruzzese e i suoi prodotti in un mercato sempre più globalizzato e internazionale. La prima fase del progetto, finanziato con le risorse della misura 20 del PSR Abruzzo 2014-2020, prevede la sincronizzazione dei dati presenti sul Sian (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) e la creazione di una banca dati regionale che confluirà in una piattaforma delle attività regionali del settore agricoltura, ordinando i dati in base a specifiche esigenze. «Il prodotto finale – dichiara Emanuele Imprudente, vicepresidente della giunta regionale con delega all’agricoltura - sarà un’app per smartphone che consentirà, tramite scansione del QR-code e del TAG NFC presente sulle etichette dei prodotti made in Abruzzo, di visualizzare il dettaglio della storia di filiera del prodotto stesso, seguendo tutte le operazioni effettuate nel processo produttivo. Il consumatore potrà conoscere, attraverso informazioni multimediali (foto, video, sito web) il prodotto, l’azienda ma anche il territorio con la sua storia e la sua identità. Con la collaborazione attiva - sottolinea Imprudente - dei consorzi di tutela dei prodotti Dop e Igp abruzzesi (olio, vino, patate e carote del Fucino) verrà creata la storia di filiera. Siamo alle battute iniziali di un processo davvero innovativo». Il sistema, realizzato con il digital partner Almaviva, consente, tra l’altro, la semplificazione delle procedure amministrative a carico delle aziende agricole abruzzesi e una maggior tutela del prodotto “made in Abruzzo” garantita da tecnologia blockchain (struttura dati condivisa). «Faremo in modo che le aziende che aderiranno riceveranno solo benefici, senza doversi accollare anche gli oneri» ha aggiunto Elena Sico, direttrice del Dipartimento Agricoltura della giunta regionale abruzzese.

E anche Confindustria Chieti-Pescara punta a una filiera certificata con un progetto speciale blockchain in via di preparazione: «Stiamo costruendo una piattaforma grazie ad un finanziamento della Camera di Commercio Chieti-Pescara e di Confindustria Chieti-Pescara – ha dichiarato Luigi Di Giosaffatte, direttore generale di Confindustria Chieti-Pescara - in questi giorni sarà firmata la convenzione per la realizzazione di una certificazione made in Italy blockchain, pronta anche eventualmente per i pagamenti in criptovalute. La sperimentazione partirà, compatibilmente con la situazione in atto, all’inizio del 2021 con un paio di aziende che hanno subito deciso di aderire».

Loading...

«La ragione che ci ha spinto a partecipare a questa sperimentazione è che la certificazione ci consente di tracciare la qualità dei nostri prodotti e del nostro processo produttivo – ha dichiarato Marco Belisario, amministratore unico della sartoria Belisario di Città S. Angelo, azienda con una storia di oltre un secolo e venticinque dipendenti – che è made in Italy al 100% e di farlo conoscere in tutto il mondo. È necessario oggi rivalutare l’autenticità di una tradizione sartoriale combinata con le tecnologie più avanzate che ci permettono un workflow più fluido rispetto al passato».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti