Trasporto pubblico locale

In arrivo 160 nuovi bus in Romagna, Start lancia piano da 44,3 milioni

La società di trasporto pubblico di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini riunisce le tre aziende storiche di gestione Avm, Atm e Tram servizi

di Ilaria Vesentini


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2' di lettura

Sono in arrivo 160 nuovi bus sulle strade della Romagna e nel giro di tre anni il 40% sarà green, tra mezzi a metano ed elettrici: è il primo che dato che salta agli occhi sfogliando il nuovo piano industriale 2020-2023 approvato ieri dagli azionisti di Start, la società di trasporto pubblico di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, che dal 1° gennaio 2012 riunisce le tre aziende storiche di gestione Avm, Atm e Tram Servizi.

Il piano di investimenti da 44,3 milioni di euro da qui al 2023 (per la metà in autofinanziamento e 15 milioni già calendarizzati per quest’anno) rappresenta il primo atto strategico di indirizzo del nuovo management, alla guida di Start Romagna dalla scorsa estate: «Al di là del valore economico è la scelta di puntare su sostenibilità ed efficienza la stella polare di questo piano – afferma il presidente Roberto Sacchetti -. Sostituiremo i bus euro 3 con mezzi a metano gassoso e liquido e, gradualmente, anche elettrici». Saranno infatti acquistati 160 bus (63 nel 2020) con un investimento di 38,8 milioni, di cui 20,2 in autofinanziamento, e i mezzi a metano passeranno dagli attuali 140 a 230 (circa il 40% del totale), uno sviluppo che sarà affiancato dalla costruzione di due distributori di gas metano liquido compresso, a Forlì nel 2020 e a Cesena nel 2021. Oggi Start possiede un parco di 555 bus che ogni anno percorrono 21,5 milioni di km, oltre a gestire il trasporto scolastico e il servizio traghetto fra Marina di Ravenna e Porto Corsini (7.500 corse l’anno).

Altri 3,2 milioni di euro saranno investiti in IT, in larga parte nel 2020, tra nuovi sistemi di vendita, infomobilità, videosorveglianza. In termini di target, il Piano di Start Romagna mira non tanto ad aumentare il fatturato (da 83 milioni dell’ultimo consuntivo si dovrebbe salire al 86 nel 2023) quanto a garantire un Ebit positivo, «considerando che sarà difficile raggiungere il 35% di copertura dei ricavi attraverso i titoli di viaggio, siamo tra le società di Tpl in Italia con la più alta capillarità e un rapporto record di km percorsi per abitante», fa notare Sacchetti. Che punta anche a migliorare senso di appartenenza, clima interno e formazione tra i 937 dipendenti (75% autisti), grazie anche al lancio di una “Academy per la formazione permanente”, una vera e propria scuola per operatori professionali del Tpl in partnership con la filiera del trasporto e gli istituti professionali.

Sullo sfondo resta il progetto regionale di una unica holding tra Start Romagna, Tper (che copre i bacini di Bologna e Ferrara e a sua volta è azionista al 13,9% di Start), Seta (Modena, Reggio Emilia e Piacenza) e Tep Parma: «La gara per l’acquisto dei nuovi mezzi sarà unica con Tper e Seta – conclude il presidente di Start – e sarà fatta con un 50% di cofinanziamento. Nel piano industriale è prevista la creazione di sinergie operative tra le 4 aziende regionali, è stato anche affidato l’incarico di studiarle a una società esterna di consulenza. Sul piano societario, invece, la holding unica è ancora solo un traguardo».

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