ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa seconda edizione del ranking

In arrivo la carica dei 200 Leader della sostenibilità 2022

La lista italiana di Statista e del Sole 24 Ore online e in edicola il 18 maggio

di Laura La Posta

I punti chiave

  • Oltre 22mila i dati analizzati di 1.500 imprese
  • Il 65,5% dei campioni sono grandi aziende, il 26% medie, il 6% piccole
  • Performance in netto miglioramento rispetto al 2021

3' di lettura

Attesa, temuta, festeggiata, celebrata, anche odiata (dagli assenti): la lista dei Leader della sostenibilità 2022 Il Sole 24 Ore - Statista è pronta ad essere diffusa (il 18 maggio online e in edicola, nel Rapporto allegato al quotidiano). La prima edizione, nel 2021, aveva fatto discutere per alcune assenze vistose tra le imprese selezionate dal team di ricerca in Germania, coordinato da Marco Paciocco.

Non mancano i motivi di interesse anche per il ranking 2022 delle società che hanno rendicontato nel modo più efficace, trasparente e completo i loro progressi su una quarantina di parametri che descrivono le tre dimensioni della sostenibilità: ambientale, sociale ed economica. Aziende che hanno orientato la loro strategia ai criteri Esg (Environmental, social, governance), attentamente monitorati adesso da investitori, clienti, consumatori, stakeholder, business partner, banche, assicurazioni, istituzioni, organi di controllo e governo dei mercati e dei settori regolamentati.

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«Abbiamo individuato 1.500 aziende potenzialmente rilevanti e considerato anche le candidature delle imprese che hanno risposto al bando online (soprattutto Pmi, che costituiscono un terzo della lista finale) - spiega Marco Paciocco -. Il team di ricerca ha analizzato oltre mille tra bilanci di sostenibilità, report integrati e relazioni finanziarie, raccogliendo circa 22mila dati pubblici su una quarantina di indicatori. Il punteggio finale è la somma degli score nelle tre aree della sostenibilità».

Fra i Leader della sostenibilità 2022 sono numerose le società dei settori più regolamentati, a partire dalle banche (14,5% delle presenze). Seguono le imprese del comparto energia (11%). Anche le principali società pubbliche sono nella lista. Spiccano, come l'anno scorso, Cassa depositi e prestiti, che ha fatto della sostenibilità “la” priorità, e le società sue partecipate. Quanto alle dimensioni, il 65,5% dei Leader della sostenibilità 2022 sono grandi imprese, oltre i 250 milioni di fatturato, il 26% sono medie (tra i 50 e i 250 milioni), il 6% piccole (tra 10 e 50 milioni), mentre sono appena il 2,5% le microimprese.

«Tutte le Leader, grandi e piccole, hanno in comune un forte impegno verso la sostenibilità, in particolare verso l’ambiente e i consumatori - racconta Paciocco -. Come nel caso di Davines, realtà italiana del settore della cosmetica, azienda certificata B Corp e fondatrice della B Corp Beauty Coalition: un gruppo di imprese internazionali con l’impegno concreto di aiutare la comunità e ridurre l’impatto ambientale. Abbiamo registrato alcune interessanti storie anche nel settore alimentare, come Fratelli Carli e Farchioni Olii (molto attive sulle certificazioni) e Riso Gallo, con i suoi prodotti certificati dal programma internazionale Friends Of The Earth. Anche questa volta, Leader della sostenibilità dà spazio a realtà più piccole ma altrettanto interessanti e innovative. È il caso di Osai Automation System, con 30 milioni di fatturato in Italia e una tecnologia rivoluzionaria nell’automazione per la produzione di semiconduttori in carburo di silicio, materiali impiegati dai grandi player della mobilità elettrica (Tesla tanto per dirne uno); oltre a favorire la mobilità sostenibile, la società lavora con sistemi efficienti che riducono notevolmente gli sprechi e riciclano tutto il possibile».

Tutti i nomi dei 200 Leader sono pubblicati online (e navigabili nella sezione Lab24) e nel Rapporto Leader della sostenibilità del Sole 24 Ore. Positivo il bilancio finale di questa seconda edizione del ranking, con performance sostenibili in netto miglioramento sul passato. Rispetto alla ricognizione del 2021, sono ora attivi sul fronte Esg quasi tutti i big e le principali Pmi globali dell'industria, della finanza, del settore servizi, con politiche di sostenibilità finalmente complete e trasparenti e un chiaro riferimento ai 17 Obiettivi Onu di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030. Non solo: moltissimi stanno rendicontando le loro performance Esg nei Rapporti di sostenibilità (o nelle Dichiarazioni non finanziarie allegate al bilancio o nei bilanci integrati), benché al momento la compliance normativa sia obbligatoria solo per le società più grandi o di interesse pubblico. Le migliori società dell'elenco si sono anche sbilanciate in promesse impegnative: diventare entro qualche anno carbon neutral o net zero o climate positive. Vale a dire compensare le emissioni, azzerarle o addirittura ripulire l'ambiente cancellando la propria impronta ecologica. Obiettivi ambiziosi, molto più avanti di quelli approvati nelle varie conferenze internazionali Cop, da Kyoto a Parigi a Glasgow.

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