VERSO NUOVE REGOLE

In arrivo il piano Ue sui migranti. In Italia Pd in pressing per superare i decreti Salvini

Lo scontro all’interno dei Cinque Stelle dopo le regionali espone la maggioranza a incidenti di percorso in parlamento: la partita si gioca soprattutto sulla tenuta di M5s

di Andrea Carli

Zingaretti: su rimpasto decide Conte, ma serve salto in avanti

Lo scontro all’interno dei Cinque Stelle dopo le regionali espone la maggioranza a incidenti di percorso in parlamento: la partita si gioca soprattutto sulla tenuta di M5s


4' di lettura

Con ogni probabilità non è stato voluto, ma l’intreccio tra le due partite - l’una a livello europeo (ma con conseguenze sostanziali per l’Italia) e l’altra più interna alla maggioranza di governo, entrambe sullo stesso dossier - c’è. Le ore in cui il Pd, dopo il buon risultato alle regionali, torna in pressing sul presidente del Consiglio Conte per accelerare sulla modifica dei decreti Salvini in materia di gestione dei flussi migratori, sono anche le ore in cui, dopo una fase di preparazione durata dieci mesi, la Commissione Ue targata von der Leyen presenta un pacchetto di misure per regolare il diritto di asilo.

Conte, al più presto in Cdm i decreti sicurezza

E se una portavoce dell’esecutivo comunitario ha annunciato che quello che sarà proposto ai 27 sarà un approccio «più umano» al fenomeno migratorio, all’insegna «di un buon equilibrio tra solidarietà e responsabilità», a Roma il premier Giuseppe Conte ha assicurato che i decreti sicurezza, legati al nome dell’ex ministro dell’Interno Salvini e quindi al precedente esecutivo a trazione M5s-Lega, arriveranno «al più presto» sul tavolo del Consiglio dei ministri. «Abbiamo già concordato un testo di modifica perché vogliamo assicurare ai cittadini italiani la sicurezza, non per ragionare per slogan “porto aperto, porto chiuso” - ha continuato Conte -. Vogliamo allargare il raggio della sicurezza e della protezione dei cittadini e allargare la protezione dei migranti». Se revisione delle regole sarà, l’intesa prenderà forma in autunno, comunque all’indomani di un’estate non facile, caratterizzata da boom degli arrivi e hotspot in tilt. Conte ha fatto un ulteriore passo. Alla domanda se inserire lo ius soli o lo ius culturae nell'agenda, ha risposto: «Ci rifletteremo...». Si tratta, quest’ultima, di un’altra misura cara al Pd, sulla quale da tempo manca un’intesa in parlamento.

Lo scontro nei Cinque Stelle

Il tema della modifica dei decreti sicurezza è un tema tuttora scottante dalle parti di un M5s che, al di là della vittoria referendaria, torna a leccarsi le ferite dopo l'ennesima debacle sui territori. Un Movimento “balcanizzato” che sarà messo alla prova degli Stati Generali, vero spartiacque per le future alleanze con il Pd. Già giovedì 24 settembre si assisterà a un primo round nel match tra le diverse anime del Movimento, quella più filo governativa (e quindi favorevole a un percorso sempre più al fianco dei Dem) e quella che invece chiede un’inversione di rotta nella strategia politica, dopo quello che è accaduto nell’ultima tornata elettorale, e dice no a qualsiasi apparentamento. L’ennesima occasione di confronto sarà fornita dall’assemblea congiunta dei deputati e dei senatori Cinque Stelle. Le truppe sono già schierate. E lo scontro interno espone la maggioranza a incidenti di percorso parlamentari, a cominciare dal Senato, dove i margini sono risicati, soprattutto su temi politicamente sensibili come la revisione dei decreti Salvini e lo Ius soli (senza dimenticare lo spettro del Mes).

Gestione migranti, tema politicamente scivoloso

La vittoria del Sì nel referendum sul taglio dei parlamentari ha avuto come conseguenza quella di far scendere a zero tra le fila dei partiti la voglia di tornare al voto per eleggere un Parlamento quasi dimezzato. Quello delle regole nella gestione dei fllussi migratori è un tema che, dall’altra parte, espone l’esecutivo al fuoco di fila del centrodestra, in un clima di campagna elettorale continua.

Il via libera politico su un testo base

Dopo una serie di riunioni che si sono svolte quest’estate tra la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese e gli esponenti della maggioranza, alla fine si è giunti a un via libera politico su un testo messo a punto sulla base dei documenti presentati da Pd, M5s, Leu e Iv. A luglio la Corte Costituzionale ha bocciato la norma - contenuta nel primo dei due Dl Salvini - che vieta ai richiedenti asilo la possibilità di iscriversi all’anagrafe del Comune in cui risiedono. Nella bozza di decreto uscita dal confronto tra le forze politiche di maggioranza è previsto il ritorno dell'iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo. Le altre misure nel testo che vedono concordi le forze di maggioranza sono: l'ampliamento dei permessi speciali a chi rischia di subire trattamenti inumani e degradanti nel proprio Paese, a chi necessita di cure mediche, a chi proviene da Paesi in cui sono avvenute gravi calamità; il dimezzamento dei tempi di trattenimento nei Cpr (da 180 a 90 giorni); la revisione del sistema di accoglienza Siproimi, limitato da Salvini ai soli rifugiati, prevedendo due livelli (uno di prima assistenza l'altro anche con l'integrazione) e strutture con piccoli numeri gestite da Comuni ed allargate ai richiedenti asilo.

Cassate le multe mlionarie alle nave delle ong

Fanno parte dell’intesa anche la convertibilità dei permessi di soggiorno in permessi per motivi di lavoro; l'intervento sulla “tenuità del fatto” chiesto dal capo dello Stato Sergio Mattarella riguardo le ipotesi di violenze a pubblico ufficiale. Sull'altro punto finito nel mirino di Mattarella, cioè le megamulte fino ad un milione di euro alle navi umanitarie che violano il divieto di ingresso in acque italiane, il testo allo stato attuale trasforma l'illecito da amministrativo in penale, riportando tutto sotto il Codice della navigazione (con pene fino a due anni di reclusione e 516 euro di multa), lasciando che sia il giudice e non più il prefetto a decidere. Cassate dunque le multe milionarie e la confisca automatica della nave. I Cinquestelle vorrebbero mantenere le multe previste nella prima formulazione del decreto (da 10mila a 50mila euro). Dopo il voto il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha dettato l’agenda alla maggioranza, collocando al primo posto le modifiche dei decreti sicurezza. Conte ha aperto. L’attenzione, a questo punto, è tutta su quello che accadrà in M5s.

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