distribuzione

In attesa delle gare, Italgas punta su rete e digitalizzazione

di Celestina Dominelli


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(Imagoeconomica)

3' di lettura

Le gare per la distribuzione gas, che avrebbero dovuto consentire alla società di consolidare ulteriormente la propria leadership (garantendosi più del 40% dell’intero mercato italiano), sono rimaste al palo tranne pochissime eccezioni. E dovrà essere il nuovo governo a riprendere in mano il dossier e far ripartire il meccanismo inceppatosi tra ritardi nei bandi, stazioni appaltanti non sempre all’altezza del compito, nonché numerosissimi ricorsi che hanno trasferito quasi tutto nelle aule dei tribunali ammnistrativi. Italgas, però, è decisa a scommettere ancora su questo capitolo e, nel nuovo piano strategico che oggi pomeriggio l’ad Paolo Gallo illustrerà alla comunità finanziaria e che prevede 4 miliardi di investimenti da qui al 2024, si prepara a mettere sul piatto un impegno pari a 1,6 miliardi per giocare da protagonista la partita delle gare d’ambito. Con un occhio attento anche alla remunerazione dei soci, ai quali promette una cedola in crescita del 4% annuo (sul livello 2017, 0,208) euro, ma con un potenziale upside al 60% dell’utile netto consolidato.

La scommessa della digitalizzazione
Nell’attesa di una loro definitiva ripartenza, l’azienda torinese punta però nell’immediato le sue fiche sullo sviluppo della rete e il suo ammodernamento (un capitolo che assorbirà nel complesso la metà delle risorse previste dal nuovo piano, circa 2 miliardi), ma soprattutto sul processo di digitalizzazione (con 800 milioni di nuovi investimenti), che ha conosciuto un forte sviluppo da quando Gallo è arrivato al timone della società. Una svolta che riguarda, in primis, i processi aziendali con Italgas che ha introdotto - tra le prime aziende nella penisola - il Cloud Computing di Microsoft per trasferire su una piattaforma virtuale tutti gli asset e i processi in capo alla società e che ora, con la Digital Factory, la cui entrata in servizio è prevista nell’ultimo trimestre del 2018, spingerà ancora l’acceleratore su questo versante. Il cambio riguarderà poi le reti - l’obiettivo è digitalizzare totalmente la gestione delle stesse con tutti i benefici che ciò potrà comportare facendo tesoro delle 40 esperienze pilota già avviate - e, infine, i contatori. Con l’installazione degli smart meter (i misuratori di ultima generazione) che procede secondo la tabella di marcia e con l’azienda decisa a fare anche meglio degli obiettivi fissati dal regolatore per il mass market.

Nuove acquisizioni nel mirino
Se dunque le gare tardano a partire, la rotta di Italgas nel futuro prossimo sarà ancora segnata dalle piccole acquisizioni che Gallo ha portato avanti a tambur battente mettendone a segno finora ben 7 per complessivi 138 Comuni in concessione e che è deciso a proseguire. Per questo, il nuovo piano include 420 milioni per altre M&A con l’obiettivo di arrivare, a valle del percorso di ulteriore crescita tratteggiato dalla società, a 7,1 milioni di contatori gestiti a fine piano (dai circa 6,6 milioni attuali) con la Rab consolidata (Regulatory asset base, il valore del capitale investito netto ai fini regolatori) che dovrebbe crescere a un tasso medio annuo del 3,2% per arrivare a 7,3 miliardi nel 2024 (rispetto ai 5,8 miliardi di fine 2017), e del 5,3% di media annua se nel frattempo le gare decolleranno.

La partita della metanizzazione sarda
Un balzo non da poco per la società che, come noto, ha cambiato pelle poco meno di due anni fa con lo scorporo dall’ex casamadre Snam e il ritorno a Piazza Affari dove il titolo ha raccolto negli anni l’apprezzamento del mercato. Merito di una strategia molto decisa sulla rete di distribuzione che non mancherà di riservare nuovi impegni alla società di Gallo, a partire dalla Sardegna, dove il prossimo match è quello della metanizzazione dell’isola, ancora priva di una infrastruttura per il passaggio del metano. Qui, con l’acquisizione di Ichnusa (cui fanno capo 12 concessioni relative a 81 Comuni sardi), Italgas si è candidata a rivestire un ruolo cruciale con la gestione di circa un terzo dei 38 bacini d’utenza in cui la Sardegna è suddivisa e con l’azienda che si prepara a calare sul territorio «reti e servizi all’avanguardia». Un’altra sfida importante per Gallo e i suoi.

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