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In auto o in bus? No. A sorpresa, gli italiani ascoltano podcast in casa

In numero di ascoltatori di serie audio è aumentato del 16% nel 2019: ad appassionarsi a questo mezzo di comunicazione sono soprattutto gli under 35. Ecco quali sono le categorie che permettono di guadagnare con i podcast

di Francesca Milano


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3' di lettura

Erano 10 milioni nel 2018, sono diventati 12,1 milioni nel 2019, facendo registrare un incremento del 16%: sono i numeri degli italiani che ascoltano podcast, i contenuti audio in streaming ascoltabili attraverso app e piattaforme dedicate. Secondo l’ultima indagine Nielsen il 68% degli ascoltatori ha tra i 25 e i 34 anni, segno che questa forma di intrattenimento audio sostituisce per i giovani la radio.

Un altro dato che caratterizza il 2019 è l’aumento degli ascoltatori abituali che scelgono i podcast una o più volte la settimana, passati in un anno dal 10 al 23% del totale, con sessioni di ascolto medie molto più lunghe.

Se si pensa che il podcast sia uno strumento legato all’ascolto in mobilità, però si rischia di ridurre il fenomeno: l’indagine dimostra, infatti, che per gli italiani il luogo migliore per ascoltare i podcast risulta essere la propria casa, seguita a ruota dalla macchina e poi da altri mezzi di trasporto.

Ma chi sono gli ascoltatori di podcast? Nielsen ha individuato tre profili:

l’abitudinario: quel tipo di persona che ama i podcast e ne fa uso regolare, con una media che arriva fino a più ascolti a settimana. Queste persone rappresentano un terzo della popolazione degli intervistati e possono essere definite il prototipo di ascoltatore medio;
l’ascoltatore seriale: chi vive di podcast, non può farne a meno, tanto da ascoltarli almeno una volta al giorno. Queste persone in genere fanno uso di podcast ovunque siano: in compagnia o soli, sul tram o al lavoro, a casa o in palestra. Il podcast è il loro pane quotidiano, e le cuffiette l’accessorio che si porterebbero anche su un’isola deserta. Non a caso, la maggioranza di ascoltatori seriali è costituita da persone dai 18 ai 24 anni;
l’ascoltatore potenziale, colui che non ascolta podcast per il semplice fatto che non sa di cosa si stia parlando. Infatti, il 49% degli intervistati ha ammesso di non conoscere questo tipo di servizio, seguito a ruota da un 36% che preferisce altre modalità di informazione e intrattenimento. Inoltre, un buon 14% degli intervistati conosce i podcast, ma non sa come usufruirne e non conosce piattaforme che mettano a disposizione degli utenti questo tipo di contenuti.

I dati di Nielsen dimostrano che in Italia i podcast sono ancora (quasi) all’anno zero, ma proprio per questo sono dati interessanti: esiste un enorme mercato da conquistare.

Tornando a chi già ascolta i podcast, le motivazioni che li spingono a cercare questi contenuti audio sono l’informazione, il relax e l’intrattenimento.

L’85% degli intervistati ascolta solo podcast gratuiti, il 4% solo podcast a pagamento e l’11% entrambe le tipologie.

Il podcast non è la radio (lo abbiamo già scritto qui) e questo è dimostrato anche dalla tipologia di prodotti ascoltati: gli italiani apprezzano soprattutto i contenuti originali, creati appositamente per questo formato on demand (l’ultimo, lanciato da Audible, è il nuovo podcast di Pablo Trincia, “Buio”).

Pablo Trincia, da Iena a podcaster

Con la crescita del mercato dei podcast si aprono anche in Italia scenari interessanti per chi vuole farne una professione. Voxnest ha stilato la classifica delle categorie di podcast con le quali cui si guadagna di più:

Europa
Nella top 5 europea delle categorie di podcast in cui si guadagna di più le prime due posizioni sono occupate dalle categorie sport e cultura. Al terzo posto si piazza la tecnologia, al quarto il genere comedy e al quinto la storia.

Stati Uniti
Leggermente diversa la classifica delle preferenze degli ascoltatori americani: al primo e al secondo posto ci sono ancora lo sport e la cultura, seguiti però da storia, politica e infine comedy.

Con l’evoluzione dei podcast si sta mettendo in moto anche la macchina pubblicitaria: secondo alcuni report (Magna/IAB) gli investimenti in pubblicità su podcast potrebbero sfiorare il miliardo di dollari entro il 2022.

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