misure anti covid-19

In banca solo su appuntamento, distanza di almeno un metro e mascherine ai dipendenti

Dopo la minaccia di sciopero dei sindacati (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin) raggiunto un nuovo accordo con Abi per tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori. Sileoni (Fabi): Importante passo avanti - Poloni (Abi): Attenzione alla salute prioritaria

di Cristina Casadei


Sileoni (Fabi): «Troppa gente in filiale e tanto lavoro: banche assicurino sicurezza»

3' di lettura

In banca si andrà solo su appuntamento e ai bancari verranno garantiti i dispositivi di protezione individuale. È quanto hanno condiviso ieri Abi e i sindacati attraverso un accordo che integrerà il protocollo sulle misure anti-Covid del 16 marzo. Dopo la minaccia di sciopero da parte di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, e dopo il Casl del mattino che si è espresso in maniera unitaria, l’Abi ha incontrato in videoconferenza i 5 segretari generali - Lando Maria Sileoni, Riccardo Colombani, Giuliano Calcagni, Massimo Masi ed Emilio Contrasto -, per trovare una soluzione alle criticità segnalate dai bancari.

«Valuteremo la situazione di verifica in verifica ma questo è un altro passo avanti per la tutela della salute dei lavoratori - spiega Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi -. In banca si potrà entrare solo su appuntamento in tutta Italia, creando così uniformità di regole in tutte le aziende e su tutto il territorio nazionale. Un altro aspetto positivo è che siamo riusciti a fare impegnare le banche all’acquisto di mascherine che saranno distribuite ai lavoratori». «Le integrazioni al Protocollo del 16 marzo condivise – afferma Salvatore Poloni, presidente del Comitato per gli affari sindacali e del lavoro di Abi – confermano e rafforzano la prioritaria attenzione a garantire le condizioni di salute e sicurezza per tutte le persone interessate, lavoratrici, lavoratori e clientela e l’importanza di mantenere una costante comunicazione e un canale di riflessione e confronto congiunto con le organizzazioni sindacali».

Entrando nel merito del testo siglato, le banche «si sono impegnate ad adottare le necessarie soluzioni organizzative per mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro nonché ulteriori misure per ridurre il rischio di contagio - spiega Abi -. Ferma la priorità di destinazione delle mascherine ai fabbisogni delle strutture sanitarie impegnate nella lotta contro il virus Covid-19, le banche confermano l’impegno ad acquistare i dispositivi di protezione individuale, in particolare le mascherine, per assegnarli innanzitutto ai dipendenti in contatto con il pubblico a partire dalle zone a maggior rischio di contagio, nonché di quelle alternative come per esempio il plexiglass».

A onor del vero, fonti bancarie riferiscono però che nelle scorse settimane molte banche si sono impegnate nell’acquisto di mascherine ma alcune se ne sono ritrovate migliaia requisite dalla Protezione civile. Per verificare l’attuazione di queste misure è previsto un nuovo incontro il 2 aprile per verificare le modalità attuative e definire gli interventi di pulizia e sanificazione in azienda.

UniCredit intanto annuncia che per tutelare lavoratori e clienti ha deciso di lasciare aperte meno del 30% di filiali, con team ridotti. Solo al mattino, a giorni alterni e solo per servizi pre-concordati, su appuntamento. A chi andrà al lavoro in filiale UniCredit assicura la protezione, dotando le postazioni di lavoro di appositi schermi in plexiglass e garantendo al personale la dotazione di mascherine, guanti e disinfettanti per le mani. Intanto la banca suggerisce ai clienti l’uso dei canali remoti di accesso che sono pienamente operativi e continua a estendere il lavoro da remoto, garantendo allo stesso tempo ai propri dipendenti l’opportunità di usufruire di permessi retribuiti ove necessario.

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