AGRICOLTURA

In Basilicata i Fondi europei spingono la crescita

di Luigia Ierace

2' di lettura

Agricoltura innovativa e sempre più imprenditoriale, buona capacità di spesa dei Fondi europei, export in crescita, nuove filiere produttive dai settori tradizionali ai più innovativi, qualità. La Basilicata riscopre come valori fondanti della sua economia l’agroalimentare e il turismo enogastronomico. Lo confermano le anticipazioni del rapporto Svimez 2021. Nel 2020 in Basilicata il Pil è calato del 9%, valore più alto del Mezzogiorno (-8,2%) e dell'Italia (-8,9%). Ma se tutti i settori subiscono contrazioni, l’agricoltura fa eccezione con un parziale incremento del 2%, in controtendenza rispetto a Italia (-6%) e Sud (-5,1%).

«Trend che dovrebbe essere confermato quest’anno e nel 2022» dice Adriano Giannola, presidente della Svimez, sottolineando che a far la differenza sono soprattutto «aree, come il Metapontino, dove c’è una struttura produttiva forte e di qualità e che potrebbe ulteriormente beneficiare dell’integrazione della Zona economica speciale bi-regionale Puglia-Basilicata, con la valorizzazione di quelle produzioni che non vengono lavorate. La reindustrializzazione e la capacità di connessione con le aree interne generata dalla Zes, infatti, potrebbe fare da traino per l’export creando valore aggiunto sul territorio e frenando l'esodo di forza lavoro, giovane e formata, grazie all’uso di tecnologie green e smart per un'agricoltura di precisione».

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Storicamente in Basilicata l’agricoltura incide sul valore aggiunto più di altre regioni. «Gli investimenti non si sono fermati – spiega Vittorio Restaino, Autorità di gestione del Programma sviluppo rurale Basilicata – e c’è stato un buon utilizzo dei Fondi europei con il 99% di risorse che sono state impegnate».

Tra le misure anti-Covid, per compensare le perdite di fatturato, con il Psr Basilicata 2021-2022 concessi contributi forfettari a 2.200 aziende agricole lucane, per 7,3 milioni, di cui 1,5 alle aziende agrituristiche e fattorie didattiche costrette a cessare temporaneamente le attività. Attivato, inoltre, un fondo da 200mila euro per sostenere la zootecnia da latte per le forti difficoltà di commercializzazione.

«Le filiere produttive – aggiunge Restaino – si confermano importante modello organizzativo nell'agricoltura lucana. Diciotto sono in via di attuazione, sostenute con le misure e le risorse del Psr Basilicata 2014-2020, nei settori cerealicolo, ortofrutticolo, zootecnico (latte e carne) vitivinicolo, olivicolo e in ambiti di recente sviluppo (erbe officinali, funghi e biologico). Investiti poco più di 60 milioni per finanziare 322 progetti (260 per la fase produttiva e 62 per trasformazione e commercializzazione), a testimonianza dell'ampia adesione di imprese agricole e agroalimentari lucane a un modello che supera l’individualità imprenditoriale e si organizza per meglio affrontare i mercati».

Risorse aggiuntive Fears e Next-generation continuano a favorire il ritorno dei giovani in agricoltura. A loro è destinata buona parte dei 146 milioni assegnati alla Basilicata per il 2021-2022. Con le stesse risorse si punta alla transizione ecologica con forte interesse per l’agricoltura biologica: 2.282 domande, per 81mila ettari di superficie, valori raddoppiati rispetto al quinquennio 2016-2020, un contributo annuale di 22 milioni.

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