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In Basilicata da Inelectric il magazzino dell’energia

di Luigia Ierace

2' di lettura

Immagazzinare energia e annullare gli sprechi energetici delle fonti rinnovabili. Sarà realizzato in Basilicata il primo impianto pilota Warehouse Exergy (WE), una sorta di magazzino di energia ad alta exergia (il valore economico di un flusso energetico). È la nuova sfida di Francesco Iantorno, ingegnere meccatronico di Potenza, fondatore e amministratore unico della start-up innovativa Inelectric. Un nuovo modello di accumulo su larga scala per sfruttare la mancata produzione da fonti rinnovabili non programmabili o comunque la presenza di un surplus energetico, che si basa sulla compressione di aria, stoccata in innovativi serbatoi. Nei momenti di picco di domanda viene fatta espandere in turbine che azionano generatori elettrici rimettendo in circolo l’energia accumulata e consentendo il bilanciamento della rete elettrica.

«L’impianto pilota con la creazione di un centro di sperimentazione con il supporto di università, enti di ricerca e partner industriali – spiega Iantorno – prevede un investimento di circa 12 milioni per ottimizzare l’intero processo di accumulo con un elevato recupero energetico. Non si vuole realizzare un solo impianto di grandissima taglia, ma industrializzare questo processo attraverso la produzione di tante batterie uguali con costi inferiori rispetto alle attuali possibilità di accumulo, creare un indotto di fornitura e posti di lavoro con diverse specializzazioni. Il cliente sarà il grande produttore di energia da fonti rinnovabili».

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Nello sviluppo futuro, i vari impianti di accumulo WE dialogheranno tra di loro per la gestione ottimizzata dell’immissione in rete. «Gestione – spiega Iantorno – che sarà affidata a un algoritmo, che si autoaggiornerà con l’aumentare dei dati acquisiti e potrà predire l’andamento delle condizioni climatiche e quindi della potenziale produzione elettrica da Fer sia della richiesta energetica della rete. Massima attenzione agli sprechi, quindi, minimizzati utilizzando un'intelligenza artificiale che gestirà l’incrocio domanda-offerta».

Si parte dalla Basilicata per il suo ruolo strategico nello scenario energetico nazionale vantando un notevole esubero di energia prodotta da fonti rinnovabili con trend in forte crescita. Un territorio con molti siti naturali, potenzialmente idonei per l’immagazzinamento dell’aria compressa, per le caratteristiche del sottosuolo (cavità sotterranee, pozzi esausti di gas naturale o di petrolio, formazioni geologiche, gallerie e cave in disuso) e dei fondali marini.

Una tecnologia quella di Warehouse Exergy tutta made in Italy, a impatto zero sull’ambiente, sostenibile e replicabile, che utilizza l'aria come fluido termodinamico, materiali riciclabili a fine vita, crea economia circolare consentendo di riconvertire turbine e generatori provenienti da centrali a gas e carbone, con un investimento molto più basso e una durata di vita maggiore rispetto alle altre tecnologie di accumulo. La soluzione scalabile e modulare, spiegano, consente di realizzare impianti di diversa capacità.

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