la giornata dei mercati

In Borsa scattano realizzi. A Wall Street crolla l'indice della paura (Vix)

di Eleonora Micheli

5' di lettura

Chiusura debole per le Borse europee, all’indomani dell’annuncio della vittoria di Emmanuel Macron nella corsa all’Eliseo. Sui listini del Vecchio Continente sono scattate le prese di beneficio, dopo la recente galoppata innescata dai risultati elettorali francesi del primo round. Oltreoceano, intanto, continua a diminuire la volatilità: il Vix, il così detto indice della paura, si è portato su livelli che non vedeva dal 2007.

Sul finale Milano ha arginato le perdite allo 0,26%, nonostante la debolezza di diverse banche e dei titoli del lusso. Parigi ha accusato la performance peggiore del Vecchio Continente, lasciando sul parterre lo 0,91%. Comunque il listino di Oltralpe continua a navigare sui massimi da inizio 2008, grazie alla volata delle ultime due settimane, che ha portato un guadagno complessivo del 7,3%. Insomma, per gli esperti, qualche presa di beneficio era da mettere in conto. Anche a Milano, nelle ultime due settimane, il Ftse Mib è salito dell’8,8%. D'altra parte il mercato italiano non ha ancora recuperato come gli altri listini: l’indice principale nei giorni scorsi ha rivisto i massimi dal dicembre 2015.

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Banche deboli, Bper sotto la lente
A Piazza Affari hanno registrato un andamento debole le azioni delle banche, anche se si sono opposte al trend ribassista del settore le azioni di Intesa Sanpaolo, salite dello 0,35%.

E' rimasta sotto la lente Banca Pop Emilia Romagna, che ha perso il 2,49%, risentendo sia delle prese di beneficio dopo la corsa delle ultime sedute (dal 18 aprile a venerdì le quotazioni sono salite del 21%), sia dell’ipotesi che l’istituto possa rilevare gli asset bancari di Unipol (+1,13%). Ipotesi tornata in auge dopo le indiscrezioni in base alle quali il gruppo assicurativo bolognese avrebbe rastrellato azioni Bper tanto da portarsi dal 5 al 10% circa del capitale, soglia oltre la quale dovrebbe chiedere l’autorizzazione di Banca d’Italia. In più domani l'istituto diffonderà i conti del primo trimestre.

Mediaset spinta dall'attesa della trimestrale

Si sono inoltre risvegliate le azioni di Mediaset (+1,35%), beneficiando dell’attesa per i conti del primo trimestre che verranno pubblicati domani , con il mercato che sta scommettendo su un risveglio della raccolta pubblicitaria. Intanto i titoli continuano a beneficiare della speculazione: se da una parte Fininvest, la finanziaria di casa Berlusconi, potrebbe acquistare azioni per rafforzare il controllo adesso pari al 41,2% del capitale, dall’altra entro giugno Vivendi dovrà comunicare all’Agcom cosa intende fare per rispettare la legge Gasparri che vieta una concentrazione nel settore dei media e delle tlc. Si fa strada, comunque, l’ipotesi che la società guidata da Arnaud de Puyfontaine chiederà di congelare i diritti di voto sul 19% del capitale in modo da sterilizzare la quota attorno al 30% del capitale. La scorsa settimana, all’assemblea di Telecom Italia, il manager non ha fornito indicazioni, ma ha ripetuto più volte che l’investimento nella compagnia di tlc, pari al 23,95% del capitale, è «di lungo periodo».

Italgas aggiorna nuovi massimi

Italgas (+0,18%) ha aggiornato nuovi massimi storici dopo la trimestrali pubblicata venerdì scorso, archiviata con ricavi totali pari a 281 milioni (+9,8%) e un utile netto di 72 milioni (+16,1%).

In più i manager dell’azienda hanno fornito indicazioni positive anche per fine anno, prevedendo un livello dei costi operativi attorno a 360 milioni, inferiore a quanto avessero già messo in conto gli analisti. Per l’azienda, inoltre, è scattato il conto alla rovescia per la presentazione del piano industriale fino al 2023 che si terrà a fine mese. Piano nel corso del quale i manager del gruppo potrebbero fornire indicazioni sulla politica di lungo termine relativa ai dividendi, oltre che sulla strategia di efficienze che intendono realizzare.

Male il lusso, tonfo di Tod's

Oggi invece è andato male il comparto del lusso, sulla scia del tonfo accusato daTod's (-10,9%), che ha registrato la performance peggiore del listino, dopo i conti deludenti del primo trimestre, con i ricavi diminuiti del 4,4% a 238,5 milioni. risentendo più che altro dell’andamento deludente delle vendite wholesale (-10%). A incoraggiare la fuga dalle azioni di Tod's è stata anche l’indicazione da parte del management che ha definito «sfidante» il consensus, che mette in conto per quest’anno una crescita del 3% del fatturato e un miglioramento dell’ebitda margin attorno a 50 punti. Così tra le principali case di brokeraggio si è subito scatenata una corsa alla revisione delle stime. Equita, ad esempio, ha dato una sforbiciata alle previsioni sui ricavi (visti in calo del 2%) e all’utile netto (-3%) e come conseguenza ha rivisto il target di prezzo a 62 euro, dai precedenti 62,5 euro. L'andamento di Tod's ha trascinato al ribasso Moncler ( -3,38%), Salvatore Ferragamo (-2,36%) e anche Yoox Net-A-Porter Group(-1,8%), che commercializza capi di moda e di lusso.

Risparmio gestito ben intonato

Sono invece state ben richieste le azioni del risparmio gestito nel giorno della diffusione dei dati sulla raccolta netta di aprile: le Azimut sono salite dell'1,87% e leBanca Mediolanumdi un frazionale 0,07%. Quest’ultime nel giorno della diffusione dei dati sulla raccolta di aprile, in crescita a 480 milioni di euro, dopo 452 milioni di marzo, per un totale da inizio anno a 1,68 miliardi di euro. Azimut, invece, ha registrato una raccolta di 278 milioni di euro, dopo 994,4 milioni di marzo, raggiungendo 2,5 miliardi dall’inizio dell’anno. Fuori dal paniere principale, Anima Holding (-3%) ha visto salire la raccolta di aprile a 280 milioni di euro, dopo 267 milioni a marzo, per un totale di 675 milioni da inizio anno.

Volatilià sempre più bassa a Wall Street
Intanto a Wall Street (segui qui i principali indici), dove Nasdaq e S&P 500 hanno subito raggiunto nuovi massimi intraday, si è ridotta ancora di più la volatilità. Dopo avere chiuso sotto quota 11 per 10 sedute di fila, la serie temporale più lunga dal novembre 2006, il CBOE Volatility Index, il così detto indice della paura, oggi si è portato al di sotto dei minimi del 2007 raggiunti il primo maggio scorso e allora pari a quota 10,11. Se l'indice oggi chiudesse a 9,72, si tratterebbe del valore più basso dal 27 dicembre 1993. Invece il così detto Vix aveva raggiunto un picco a quota 89,53 nell'ottobre 2008, il mese successivo al fallimento di Lehman Brothers. Oltreoceano gli occhi quest'oggi sono puntati su Apple, dopo che Citigroup ha stilato la lista delle società che potrebbero essere nel mirino della società di Cupertino, forte di ben 256,8 miliardi di dollari di liquidità, come emerso dalla trimestrale pubblicata nei giorni scorsi.

Euro ritorna sotto quota 1,10 dollari, greggio in altalena

Sul fronte dei cambi, l’euro ha perso posizioni nei confronti del dollaro rispetto al top di 1,1023 dollari, segnato ieri dopo la pubblicazione dei primi risultati del voto francese (segui qui i principali cross). Il petrolio è in altalena: il pezzo del greggio ha repentinamente invertito rotta dopo essere timidamente salito per gran parte della seduta (segui qui Brent e Wti).

BTp: spread con Bund chiude in rialzo a 182 punti, lieve effetto Macron
L'effetto Macron sullo spread ha avuto un impatto lieve. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005240830) e il pari scadenza tedesco ha chiuso in rialzo di sette punti a 182 punti base, dopo il successo elettorale di Emanuel Macron alle presidenziali francesi. Sale anche il rendimento del titolo italiano, al 2,24%,rispetto al 2,18 dell'ultimo riferimento. Secondo gli operatori interpellati da Il Sole 24 Ore Radiocor Plus, il movimento al rialzo dei rendimenti è «scarsamente significativo» e si può interpretare alla luce delle prese di profitto che si sono innescate dopo un risultato elettorale (quello francese) largamente atteso dopo il ballottaggio di due settimane fa. Ora, aggiungono gli operatori, il quadro politico europeo è comunque più sereno e il mercato attende che gli emittenti sovrani tornino ad affacciarsi sulle scadenze extra lunghe, anche oltre i trent'anni.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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