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In calo in Borsa Italgas e Terna, Credit Suisse più cauta nelle valutazioni

Sui business regolati pesa anche il fattore elezioni

di Andrea Fontana

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Utility in flessione a Piazza Affari e in tutta Europa dove il comparto è il più penalizzato dalle vendite sul mercato azionario. Le anticipazioni sul piano europeo per affrontare l'emergenza energetica hanno comunque confermato l'impianto atteso che nel complesso viene giudicato positivamente dal mercato: il tetto ai ricavi per la generazione di energia elettrica da fonte rinnovabile e nucleare dovrebbe attestarsi tra i 180 e i 200 euro al megawattora, quindi superiore ai massimi pre-Covid e all'indice di costo livellato dell'energia (segnala una casa di investimento); l'obiettivo di riduzione della domanda di energia elettrica del 5-10%; un contributo di solidarietà nel settore del petrolio, del gas, delle raffinerie e del carbone pari ad almeno il 33% degli extrautili calcolati usando come base il 20% sopra la media del triennio 2019-21.

A Piazza Affari è Hera la peggiore dopo essere stata tra le più brillanti del comparto la scorsa settimana. In discesa di un punto percentuale Italgas e Terna su cui Credit Suisse ha rivisto le valutazioni di prezzo mantenendo raccomandazioni caute sui titoli. Su Italgas ha un giudizio «neutral» con prezzo target a 5,60 euro (da 5,80): per il broker una delle motivazioni di maggiore peso è il continuo ritardo nelle gare per le nuove concessioni per la distribuzione del gas che fanno venir meno opportunità di crescita per l'azienda . Su Terna Credit Suisse ha abbassato il target di prezzo a 6,40 euro (da 6,60) e mantenuto la raccomandazione «underperform» incorporando uno scenario complessivo con tassi di interesse più elevati. In calo anche Snam Rete Gas su cui Credit Suisse resta «neutral» con target sceso a 5 euro da 5,1: anche in questo caso il quadro macro sui tassi può compensare alcuni fattori positivi come le entrate dagli investimenti esteri e il contributo nel lungo termine dei nuovi rigassificatori galleggianti mentre si attende per gennaio il business plan firmato dai nuovi vertici del gruppo. Per tutte e tre i gruppi, secondo gli stessi analisti, va comunque considerato il rischio politico: l'esito delle elezioni del 25 settembre in Italia, è il ragionamento, potrebbe condurre a una fase di incertezza con impatti sui titoli di Stato che finirebbero per penalizzare temporaneamente i business regolati che sono legati all'andamento dei BTp.

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