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In Campania riapertura frenata:  per bar e ristoranti rinvio a giovedì

Il governatore De Luca non ha firmato l’intesa con il Governo per disaccordi sugli spostamenti tra Regioni a partire dal 3 giugno

di Vera Viola

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(AFP)

Il governatore De Luca non ha firmato l’intesa con il Governo per disaccordi sugli spostamenti tra Regioni a partire dal 3 giugno


3' di lettura

Riapertura rallentata in Campania, dove ristoranti e food, che da poche settimane lavorano solo con asporto, riapriranno giovedì, mentre per piscine e palestre si deve aspettare a lunedì prossimo. Oggi sono partite le attività commerciali inclusi i bar che possono servire consumazioni al bancone, non ancora ai travolini. Via libera anche a parrucchieri e musei. Tutto ciò è stato stabilito nell’ordinanza firmata dal presidente della Regione Vincenzo De Luca.

Lo strappo con il Governo

Dopo una lunga trattativa tra Governo e Regioni il governatore De Luca non ha firmato l’intesa. Il motivo lo ha spiegato in televisione lo stesso governatore: sul tema dei trasferimenti tra Regioni sono necessari indirizzi chiari definiti dal ministero della Salute. Per De Luca non si può scaricare tutto sulle Regioni. «Il 2 giugno ragionerò sulla base dei dati epidemiologici – ha detto – se il contagio sarà effettivamente contenuto, bene. Ma se i livelli saranno ancora elevati agiremo di conseguenza». Un orientamento diverso da quello della maggior parte dei presidenti delle Regioni, che per lo più hanno apprezzato che il Governo lasciasse loro un ampio margine di autonomia. De Luca sostiene che serva ancora un piano epidemiologico nazionale controllato dal ministero della Salute che monitori soprattutto la circolazione tra Regioni che rischia di innalzare il pericolo di contagio. La Campania ieri ha contato 11 nuovi positivi. E da mesi tiene sotto controllo gli arrivi da altre regioni.

Riaperture graduali

Si riparte con il freno a mano. Per tutti coloro che ripartono valgono le regole generali: evitare assembramenti, rispettare le distanze, sanificare gli ambienti, prevedere orari flessibili e turnazioni tra i dipendenti. Ritornano in attività dopo il lungo lockdown 16 mila imprese artigiane del sistema benessere: parrucchieri, barbieri, centri estetici, che danno lavoro a più di 40mila addetti in regione. La Camera di commercio di Napoli ha prodotto una App che dovrebbe consentire di gestire appuntamenti. Ripartono anche tutte le attività del commercio, compreso quello al dettaglio. Per questi esercizi si autorizza e si raccomnada l’apertura dalle 7 alle 23 senza obbligo di chiusura domenicale, per evitare assembramenti o lunghe file. Nei bar sarà possibile servire al bancone a patto che tra un cliente e l’altro ci sia la distanza di almeno un metro.

Musei riaperti

Riaprono musei, buiblioteche e luoghi di cultura. Si chiede ai gestori di redigere un programma degli accessi pianificato con prenotazioni on line o telefoniche. Di ordinare gli ingressi in modo da evitare assembramenti.

Secondo step il 21 maggio

I bar potranno servire a tavolino da giovedì come per tutto il settore del food. Per tutti gli operatori, archiviato il protocollo dell’Inail, resta l’obbligo di assicurare la distanza di un metro tra le persone e tra i tavoli da indicare a terra con segnaletica orizzontale. Se ciò non sarà possibile, saranno necessarie barriere di protezione. Il cliente potrà togliere la mascherina solo quando sarà seduto al tavolo. La logica del rinvio sta nella necessità recepita di dare tempo ai gestori di bar, ristoranti, pizzerie di predisporre la nuova organizzazione.

Le spiagge

La Campania adotta regole meno severe anche per gli stabilimenti balneari. «La fascia costiera della Campania – fa presente De Luca –non ha ampi spazi. Non è possibile avere un ombrellone ogni 5 metri. Meglio chiudere. Perciò stiamo studiando misure che consentano una ripresa in sicurezza ma che siano redditizie per gli operatori». Si attende un nuovo provvedimento con prescrizioni per il settore.

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