Aifa: ancora pochi dati

In Canada autorizzato mix di vaccini fra prima e seconda dose. E in Italia? Sperimentazioni in atto

Gli studi in atto. Pregliasco: «Ha funzionato per altri vaccini»

Coronavirus, i vaccinati al 4 giugno 2021

4' di lettura

In Canada è stato autorizzato l’uso di diversi vaccini anti-Covid tra prima e seconda dose. Chi ha ricevuto una prima dose del prodotto AstraZeneca, per la seconda può fare ricorso a Pfizer o Moderna, ha reso noto l’Agenzia sanitaria del Paese.

Allo stesso modo, le due immunizzazioni basate sulla tecnologia mRna - Pfizer e Moderna - possono venire alternate tra prima e seconda dose. Le autorità canadesi hanno però sottolineato che sarebbe “ottimale” usare lo stesso vaccino per entrambe le dosi. Il mix è già autorizzato in Finlandia e ci sono studi in atto in molti paesi per verificarne la possibilità.

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L’apertura di Figliuolo

In Italia, l’ipotesi di un mix di vaccini anti-Covid diventa più concreta. Una apertura è arrivata anche dal commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo: «Ci sono studi avanzati sulla seconda dose eterologa, ovvero fare la prima dose con AstraZeneca e la seconda con Pfizer o Moderna» e «sembra che diano un’ottima risposta», ha detto il commissario nel corso del programma televisivo “Elisir”.

Popoli (Aifa): «Ancora pochi dati»

Il nodo però non è stato sciolto in Italia, pur essendo un’opzione «interessante» anche secondo l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco.

«Avere la possibilità di effettuare il mix di vaccini anti-Covid tra prima e seconda dose è un’opzione interessante e c’è un’ipotesi di un effetto incoraggiante, ma ancora non ci sono dati scientifici definitivi e pubblicati in merito», ha commentato Patrizia Popoli, la presidente della Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

«Fino a quando gli studi non verranno pubblicati - ha spiegato - non possiamo dire nulla di più e bisognerà valutare bene sia il profilo di efficacia che di sicurezza».

Ema su mix vaccini potrebbe non avere dati sufficienti

Secondo quanto si apprende, l’Agenzia europea dei medicinali (EMA) «potrebbe non essere in grado di avere sufficienti dati per un’indicazione precisa» agli Stati che nei prossimi mesi chiederanno un’approvazione per la vaccinazione eterologa (con un richiamo diverso dalla prima dose del vaccino anti Covid). In ogni caso l’EMA «guarderà a tutti i dati disponibili dagli studi in corso». Non si attendono invece richieste di autorizzazione in questo senso da parte delle aziende.

Lo studio spagnolo Combivacs

Secondo lo studio spagnolo Combivacs, non ancora pubblicato, il programma vaccinale eterologo - ovvero con due vaccini diversi - è sicuro ed efficace. Combivacs ha arruolato 670 partecipanti tra i 18 e i 59 anni che hanno già ricevuto una dose di AstraZeneca: quelli che hanno ricevuto una seconda dose col vaccino Pfizer, 450 soggetti, hanno mostrato un aumento di 150 volte dei titoli anticorpali, che è rimasto evidente 7 giorni dopo la somministrazione. Gli stessi autori precisano però che sono necessari più dati da studi più ampi per confermare le risposte immunitarie.

La ricerca inglese, i preliminari su Lancet

Un altro studio - preliminari sono stati appena pubblicati su Lancet - è la ricerca inglese Com-Cov condotta su 830 soggetti over 50, che ha invece evidenziato che il mix con una prima dose di AstraZeneca e la seconda con Pfizer determina un aumento delle reazioni avverse lievi come febbre, fatigue (astenia, stanchezza), mal di testa e dolori, con «alcuni svantaggi nel breve termine» mitigabili con il paracetamolo.

Effetti collaterali segnalati nel 34% del campione, contro l’1,7% rilevato nello studio spagnolo. Si legge su Lancet che «è rassicurante che tali sintomi siano stati di breve durata e che non ci fossero preoccupazioni dai limitati dati ematologici e biochimici disponibili», relativi a trombosi rare.

Non disponibili i dati sull’immunogenicità e la riposta anticorpale, attesi entro giugno. I dati inglesi sulla maggiore insorgenza di effetti collaterali lievi con l’utilizzo del mix di vaccini, ad esempio, «potrebbero essere associati a una maggiore risposta immunitaria, ma questo - ha precisato Patrizia Popoli di Aifa - è tutto da dimostrare».

La sperimentazione dello Spallanzani

Anche in Italia, all’Istituto Spallanzani di Roma, è partita ad aprile una sperimentazione sulla seconda dose, dopo la prima con AstraZeneca, utilizzando altri vaccini tra cui anche lo Sputnik, il vaccino russo in attesa del via libera dell’Ema, ancora non utilizzabile in Italia e nell’Unione europea (viene usato nella Repubblica di San Marino).

Seicento volontari, dopo la prima dose con AstraZeneca, avranno la seconda con Pfizer, Moderna e i due diversi adenovirus di Sputnik. La sperimentazione è sottoposta al via libera dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco.

Pregliasco: «Il mix ha funzionato per vaccini di altro tipo»

In attesa di nuovi dati, anche il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università Statale di Milano e direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi, valuta con interesse l’ipotesi del mix. In passato, ha spiegato, «il mix ha funzionato per vaccini di altro tipo, ad esempio contro l’epatite. Nel caso di Covid-19, due vaccini diversi stimolerebbero siti differenti della proteina Spike del virus e ciò dovrebbe determinare maggiore protezione».

Magrini a Radio 24: «Attendiamo studi»

Mix di vaccini? «Di solito attendiamo la pubblicazione degli studi, ci pronunceremo nei prossimi giorni. La scelta di mantenere la seconda dose di AstraZeneca si basava sui dati e sul voler mantenere la fiducia anche su questo vaccino. Fare la seconda dose con un altro vaccino dà comunque una risposta anticorpale eccellente, come emerge da studi che quando abbiamo preso le precedenti decisioni non erano disponibili.

Comunque cambiare la strategia dà sempre incertezza e titubanza». Lo ha detto Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, ospite a “24 Mattino” su Radio 24, parlando della possibilità di ricevere la seconda dose con un altro vaccino.

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