mercato dell’arte

In Cina cresce l’interesse per l’arte del Medio Oriente

di Silvia Anna Barrilà

Reza Derakshani, Gold Hunt, 2017, Olio e pasta d'oro su tela, 183 x 219 cm, Provenienza

4' di lettura

In un mondo sempre più globalizzato, Sotheby's per la prima volta propone l'arte del Medio Oriente ai suoi collezionisti cinesi attraverso una selling exhibition a Hong Kong (dal 3 al 17 novembre) dedicata a due maestri dell'arte moderna: lo scultore libanese Alfred Basbous (1924-2006), del quale verranno offerte 12 sculture in bronzo e marmo provenienti dal lascito con prezzi tra 15.000 e 80.000 dollari, e il pittore iraniano Reza Derakshani , classe 1952, che espone nel lontano Oriente per la prima volta in assoluto e ha lavorato per più di un anno a un nuovo gruppo di 15 opere create appositamente per l'occasione con prezzi tra 35.000 e 100.000 dollari. In entrambi i casi il ruolo di Sotheby's è quello di dealer più che di casa d'aste, infatti la mostra è organizzata in collaborazione con con la fondazione Alfred Basbous di Batroun, nel nord del Libano, e con la galleria Sophia Contemporary di Londra, che rappresenta Derakshani.
«Abbiamo scelto artisti blue-chip che riteniamo rispondano al gusto sofisticato dei collezionisti cinesi» hanno dichiarato ad Arteconomy24 le due art advisor chiamate da Sotheby's a curare questa mostra, Arianne Levene Piper e Eglantine de Ganay-d'Espous, «in particolare Resa Derakshani per i suoi dipinti classici, i colori sgargianti e il riferimento alla pittura impressionista, e Alfred Basbous per le linee classiche ed europee, le forme e i materiali. Entrambi sono artisti molto importanti nelle loro regioni di provenienza e sono riconosciuti a livello internazionale. Le loro opere sono in musei come il Metropolitan di New York, il British Museum di Londra e il Musée Rodin di Parigi». La scelta, quindi, è ricaduta su artisti “a basso rischio”, che non trattano temi legati all'identità sociale, politica e religiosa del Medio Oriente, ma piuttosto si ispirano all'arte occidentale, apprezzata in Estremo Oriente, alla pittura impressionista e alle forme sinuose di Brancusi ed Henry Moore.

In Cina cresce l’interesse per l’arte del Medio Oriente

In Cina cresce l’interesse per l’arte del Medio Oriente

Photogallery6 foto

Visualizza

«I cinesi sono interessati all'arte mediorientale finché si tratta di artisti con un lungo curriculum, una storia espositiva in importanti musei internazionali, oppure che hanno già avuto passaggi all'asta» ha spiegato ad Arteconomy24 un'altra gallerista con esperienza a Hong Kong, Maliha Tabari, fondatrice di Tabari Artspace, una delle prima gallerie commerciali a Dubai. «Non sono interessati all'arte emergente, bensì ad artisti che hanno già 50, 60 o 70 anni, o sono già scomparsi e rappresentano un investimento sul lungo termine». A livello di tipologia di opere, spiega ancora la gallerista, cercano opere astratte, sculture, ma anche opere che contengono elementi decorativi che rimandano all'identità mediorientale, non opere politiche. «Da circa un anno a questa parte abbiamo notato un interesse da parte dei cinesi a creare un dialogo e dei programmi di scambi. Vogliono portare in Cina i nostri artisti e portare qui i loro - continua la gallerista -. La Bank of China si è rivolta a noi dicendo che hanno clienti interessati all'arte mediorientale come investimento. E il loro interesse non si limita all'arte, sono interessati a investire anche negli sviluppi immobiliari e urbani. Entro il 2020 a Dubai ci saranno grandi cambiamenti e i cinesi vogliono farne parte».

Loading...

Ritornando alla mostra di Sotheby's, le due art advisor Arianne Levene Piper e Eglantine de Ganay-d'Espous non hanno rivelato i nomi dei potenziali acquirenti, ma dicono che si tratta di collezionisti internazionali provenienti da Europa, Asia Meridionale e Medio Oriente che risiedono a Hong Kong - una società molto aperta e internazionale. «C'è sicuramente un appetito per l'arte medio orientale - commentano -, il Rockbund Museum di Shanghai doveva aprire una mostra la scorsa primavera (organizzata in collaborazione con il Guggenheim , ndr) che purtroppo è stata cancellata all'ultimo minuto». La gallerista Tabari aggiunge, che le novità si vedono sì a Hong Kong, centro nevralgico dell'area, ma gli investimenti arrivano soprattutto dalla Cina continentale.

Il contatto tra l'arte del Medio e dell'Estremo Oriente, in realtà, non è una novità. Lo scambio culturale ha radici ben più antiche e risale al dialogo nato sulla Via della Seta e perpetuato nella storia attraverso i rapporti tra i grandi imperi. Dal punto di vista storico-artistico basti pensare all'importanza, in entrambe le tradizioni, della calligrafia e dell'inchiostro. «Oggi in entrambe le regioni c'è una tensione interessante tra passato e futuro» notano le due curatrici-art advisor, «c'è un recupero del patrimonio e un tentativo di adattarlo al presente per “competere” nella società moderna».

Un passo verso l'internazionalizzazione dell'arte medio orientale è anche quello avviato da Christie's con lo spostamento dell'asta autunnale di Dubai a Londra il 25 ottobre. Mentre Sotheby's tiene le aste di questa categoria a Londra già da tempo (il prossimo appuntamento è il 23 ottobre), per Christie's è la prima volta. La decisione è stata imputata al fatto che il 30% dei lotti vengano venduti a compratori stranieri e alla volontà di rendere più internazionale questa categoria. Rimane a Dubai la sessione primaverile, che si svolge contemporaneamente alla fiera Art Dubai a marzo e che quest'anno ha realizzato 8,1 milioni di dollari rispetto ai 6,5 milioni di quella di ottobre 2016.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti