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In Cina la Spagna conquista il mondiale di basket che ha generato 300 milioni di indotto

La Spagna batte in finale l’Argentina (95-75) e succede agli Stati Uniti sul trono del basket mondiale, al termine del torneo andato in scena in Cina nelle scorse settimane. Un mondiale allargato, la prima edizione con 32 partecipanti carattarizzato dal flop delle (poche) stelle americane dell’Nba

di Benedetto Giardina


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3' di lettura

La Spagna batte l’Argentina e succede agli Stati Uniti sul trono del basket mondiale, al termine del torneo andato in scena in Cina nelle scorse settimane concluso a Pechino con le final four (domenica 15 settembre, ore 14 italiane). Un mondiale allargato, la prima edizione con 32 partecipanti (contro le ventiquattro avute fino al 2014), con l’aspettativa di aumentare il giro d’affari realizzato cinque anni fa in Spagna.

I risultati economici

L'impatto economico del mondiale spagnolo, stando ai dati prodotti da Deloitte su commissione della Feb, si aggira intorno ai 265 milioni di euro. Cifra che in Cina intendono superare, considerando anche il maggior numero di partite a disposizione e il sempre crescente mercato asiatico, soprattutto nel mondo della pallacanestro.
L'investimento della Fiba sull’organizzazione del mondiale cinese supera di poco i venti milioni di euro, finanziamenti che hanno toccato solo in minima parte gli impianti. Delle otto arene che hanno ospitato il torneo, sette sono state inaugurate ben prima del 2018. L’unico impianto ad aver visto la luce nell’ultimo anno è quello di Foshan, inaugurato il 2 dicembre in occasione della sfida di qualificazione al mondiale tra Cina e Libano. La Wukesong Arena di Pechino è invece al secondo grande evento internazionale dalla sua costruzione, essendo stata la sede del torneo di pallacanestro alle Olimpiadi del 2008. Tornerà ad ospitare i cinque cerchi nel 2022, stavolta per le Olimpiadi invernali, come “casa” dell’hockey su ghiaccio.
La copertura televisiva internazionale è gestita da Perform Group, proprietaria dell’emittente online Dazn. Nel 2016, la società inglese ha acquisito i diritti di distribuzione e produzione per sedici anni, con un accordo da mezzo miliardo di euro che di fatto copre tutti gli appuntamenti internazionali sotto l’egida della Fiba, inclusi i tornei continentali. Il contratto terminerà in occasione del mondiale del 2033, per il quale non è ancora stata nemmeno avviata la procedura di assegnazione. Dazn ha trasmesso il mondiale solo in alcune aree (Canada, Spagna e Giappone), mentre in Italia i diritti di trasmissione sono stati acquisiti da Sky Sport.

Il flop degli Usa

Sul campo, gli Stati Uniti campioni in carica non sono riusciti a confermare il loro dominio mondiale, nonostante un roster da 168 milioni di dollari. A tanto ammontano gli stipendi complessivi dei dodici componenti della rosa guidata da coach Popovich, al primo torneo da capo allenatore degli Usa dopo i successi sulla panchina dei San Antonio Spurs. Non una squadra all’altezza di quelle presentate nelle ultime manifestazioni internazionali, però, con un solo giocatore presente in uno dei tre quintetti All-Nba. Kemba Walker, il più pagato tra quelli presenti al mondiale (ha uno stipendio di poco inferiore ai 34,4 milioni di dollari, pari a 31 milioni di euro), non ha brillato come il resto dei compagni, che hanno dovuto salutare la Cina con due pesanti sconfitte: quella ai quarti di finale con la Francia, che ha negato al gruppo a stelle e strisce una possibile medaglia, oltre a quella con la Serbia per le posizioni che vanno dal quinto all'ottavo posto. Almeno la presenza alle prossime Olimpiadi è assicurata.

Italbasket

Non lo è per l'Italia, che dovrà passare dal torneo pre-olimpico dopo l'eliminazione al secondo girone per mano di Serbia e Spagna. Gli azzurri sono andati vicini all’impresa proprio contro gli spagnoli, buttando via un vantaggio di quattro punti nell’ultimo quarto dello scontro diretto, che sarebbe potuto valere l’accesso ai quarti di finale per gli uomini di Sacchetti. Si sono imposti invece gli iberici, avanzati poi in semifinale grazie al successo sulla sorprendente Polonia. Un nucleo, quello spagnolo, che si aggrappa sul neo campione Nba Marc Gasol, all'ultimo anno di contratto con i Toronto Raptors (25,6 milioni di dollari, pari a circa 23 milioni di euro). Non è però lui l'europeo più pagato tra quelli presenti al mondiale: il primato per il vecchio continente spetta al montenegrino Vucevic, pagato annualmente 28 milioni di dollari (25,3 milioni di euro) dagli Orlando Magic. Secondo posto per il serbo Jokic, con 26,6 milioni di dollari annui (24 milioni di euro). Chiude il podio l’mvp della scorsa stagione Nba, seppur protagonista di un mondiale ben al di sotto delle aspettative: il greco Antetokounmpo, con un contratto da 25,8 milioni di dollari a stagione (23,4 milioni di euro) che lo lega ai Milwaukee Bucks.

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