Diritto

In Consiglio dei ministri il primo dei due Dpr sul documento unico

di Maurizio Caprino

(Imagoeconomica)

2' di lettura

Un passo avanti verso il documento di circolazione unico per i veicoli. Ma non è ancora quello decisivo. Sarà approvato nella prossima seduta del Consiglio dei ministri lo schema di Dpr con le modifiche al Regolamento di esecuzione del Codice della strada necessarie a recepire l’abolizione del certificato di proprietà. Continua però a mancare il Dpr che adeguerà le procedure dello Sportello telematico dell’automobilista (Sta, Dpr 358/2000), per cui resta probabile che non si riuscirà a partire il 1° gennaio prossimo e si renda quindi necessaria un’ulteriore proroga (si veda Il Sole 24 Ore del 2 ottobre) dopo quella che aveva già rinviato il termine originario del 1° luglio scorso.

L’abolizione del certificato di proprietà è quel che resta dell’ambizioso progetto del governo Renzi di abolire il Pra. Confluì poi nella legge Madia di riforma della pubblica amministrazione (legge 124/2015, articolo 8). Prevedeva una prima norma attuativa per modificare il Codice della strada, arrivata oltre un anno fa col Dlgs 98/2017, che formalmente sostituisce la Motorizzazione al Pra ma lascia in piedi quest’ultimo, la sua attività e i suoi incassi. Questi non finiscono al Tesoro come quelli della Motorizzazione, ma all’Aci, gestore del Pra, consentendone la sopravvivenza. In cambio, l’Aci userà parte delle risorse per organizzare il Gran premio d’Italia di Formula 1, che si rischiava di perdere per i suoi costi.

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Il Dpr arrivato ora a Palazzo Chigi recepisce questa situazione di fatto, limitandosi a togliere il certificato di proprietà fra i documenti considerati dall’Archivio nazionale veicoli e a stabilire che nelle pratiche di immatricolazione, passaggio di proprietà e radiazione ci sarà un invio telematico immediato di dati dalla Motorizzazione (formalmente titolare delle procedure) al Pra, che verificherà quelli di sua competenza (la situazione giuridica del veicolo: proprietà ed eventuali ipoteche o fermi) e, in caso di problemi, ricuserà la pratica entro tre giorni.

Ma nella pratica queste procedure si svolgono il più delle volte attraverso lo Sta, che coinvolge anche le agenzie private. Per questo sarà più importante il secondo Dpr attuativo, ancora mancante.

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