INTEGRATIVI

In Ducati Energia arrivano i flexible benefits, 1.100 euro in tre anni

di Ilaria Vesentini

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2' di lettura

A 13 anni dal precedente contratto aziendale e dopo un confronto durato molti mesi è stato approvato con un plebiscito (98% di voti favorevoli) l’accordo tra azienda e sindacati che porta nelle tasche dei 200 dipendenti bolognesi di Ducati Energia 1.100 euro in più in tre anni in flexible benefits. «Si tratta di un piano di welfare aggiuntivo rispetto a quanto previsto dal recente Ccnl metalmeccanici in vigore per il triennio 2017-2019: accanto al piano sanitario aziendale introdotto in azienda nell’autunno 2014, viene garantito a tutti i lavoratori, a partire dal prossimo settembre un valore di flexible benefits aggiuntivo, rispetto al contratto nazionale, pari a 300 euro per il 2017, 350 euro per il 2018 e 450 euro per il 2019», spiega Paolo Giannasi, delegato Fiom, unica sigla rappresentata in Ducati Energia.

Non è quindi un vero contratto integrativo aziendale, quello firmato dalle controparti, perché interessa solo voci sanitarie e sociali e non premi di risultato o altri istituti partecipativi «ma è un grande passo avanti considerando che l’ultimo accordo lo firmammo nel 2004 e che sebbene non si tratti di grandi cifre economiche l’azienda ha concesso tre volte i valori di benefit previsti dal Ccnl», precisa la Fiom spiegando così anche la percentuale altissima di sì raccolta nel referendum tra i lavoratori. «Non avendo storia aziendale nell’utilizzo di questo strumento abbiamo ritenuto ragionevole iniziare da un plafond che mantenesse come punto di riferimento il nuovo contratto collettivo, ma con un carnet d’offerta più profondo. Abbiamo privilegiato il welfare on top», sintetizza Francesco Giardini, neodirettore Risorse umane di Ducati Energia. Gruppo multisettoriale guidato dalla famiglia Guidi che spazia dai condensatori ai motori elettrici fino alle emettitrici automatiche di biglietti, che ha chiuso il 2016 con 150 milioni di euro di fatturato e punta al raddoppio in due anni.

Nonostante gli ultimi anni di crescita ininterrotta del business Ducati Energia e il balzo previsto per i prossimi mesi, il sindacato non intravede possibilità di tornare a un tavolo con la direzione di Ducati Energia prima del 2019 - scadenza naturale dell’accordo - per discutere nel frattempo di produttività, flessibilità, compartecipazione, «anche se noi saremmo pronti a sederci domani a discutere», precisa Giannasi. Ma a Bologna la produzione è quasi completamente sparita, «e i 200 dipendenti della capogruppo (sui circa 1.000 complessivi) si occupano ormai solo di progettazione. Gli altri addetti sono concentrati prevalentemente tra Croazia e Romania, dove Ducati Energia ha spostato le fabbriche», conclude Fiom.

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