con il sole dal 7 aprile

In edicola «Il desiderio di essere come tutti» di Piccolo

Dal 7 aprile sarà in edicola «Il desiderio di essere come tutti» Francesco Piccolo, vincitore del premio Strega nel 2014

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Dal 7 aprile sarà in edicola «Il desiderio di essere come tutti» Francesco Piccolo, vincitore del premio Strega nel 2014


2' di lettura

Dal 7 aprile sarà in edicola Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo, vincitore del premio Strega nel 2014 (Il Sole 24 Ore, pagg. 272, € 12,90). È il terzo romanzo della collana che «Il Sole 24 Ore» ha realizzato insieme alla Fondazione Bellonci e che prevede la pubblicazione dei testi che hanno vinto lo Strega dal 2012 al 2018 (seguiranno, ogni martedì: La ferocia di Nicola Lagioia, La scuola cattolica di Edoardo Albinati, Le otto montagne di Paolo Cognetti e La ragazza con la Leica di Helena Janeczek).

I funerali di Berlinguer e la scoperta del piacere di perdere, il rapimento Moro e il tradimento del padre, il primo amore che muore il giorno di San Valentino e la resa definitiva al gene della superficialità, la vita quotidiana durante i vent’anni di Berlusconi al potere, una frase di Craxi e un racconto di Carver… Il desiderio di essere come tutti è un romanzo politico e provocatorio che racconta il viaggio – accidentato e affascinante – che tutti intraprendiamo per incontrare chi diventeremo. Un libro molto ambizioso questo dello scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo. «Non sono molti i libri di memoria che servano davvero a capire la storia - ha scritto Sergio Luzzatto nella sua recensione sulla «Domenica» del Sole 24 Ore del 22 dicembre 2013 - (...). Ma per quanto raramente, succede che testi di memoria gettino vera luce su momenti della storia. Ed è questo il caso del libro di Francesco Piccolo, Il desiderio di essere come tutti. A prima vista, un gesto memoriale (e confessionale) spropositato, insopportabilmente narcisistico, non si sa se più alla Chateaubriand o più (peggio ancora) alla Rousseau.

A prima vista, quasi la follia di voler decifrare l’ultimo mezzo secolo di storia italiana alla luce del rapporto tra l’ipertrofico ego dell’autore e due personaggi storici che quel mezzo secolo hanno segnato: sicché la prima parte del volume è intitolata La vita pura: io e Berlinguer, la seconda La vita impura: io e Berlusconi. Ma poi, addentrandosi nel libro, un gesto memoriale (e confessionale) estremamente acuto, seppure scopertamente ossessivo. Addentrandosi nel libro, quasi la genialità di voler dimostrare che la storia d’Italia nell’ultimo mezzo secolo è decifrabile attraverso momenti chiave trascurati dalla saggistica storica, dove i vissuti individuali e il vissuto collettivo si trovano a coincidere con un’intensità altrettanto evidente che inafferrabile: come per un mix impazzito di empatia e di entropia».

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