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In estate anche gli orologi di lusso scelgono i pop-up

Hublot la maison più attiva: negozi a Capri, Porto Cervo, Mykonos e Ibiza

di Giulia Crivelli


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3' di lettura

In inglese li chiamano negozi pop up. Letteralmente, negozi che “saltano fuori”, che appaiono all’improvviso, come funghi o come le finestre a sorpresa che si aprono quando stiamo navigando su internet. In alternativa possiamo definirli temporary o, appunto “negozi a tempo”. Sono una delle forme più diffuse di retail da qualche anno a questa parte. In realtà di improvvisato c’è molto poco: aprire un negozio per un certo periodo si inserisce in una strategia nella quale confluiscono varie motivazioni. I costi inferiori rispetto a insediare una struttura definitiva; la possibilità di allestire in spazi più piccoli e di avere quindi un assortimento limitato e un magazzino più facile da gestire; il fattore sorpresa e quello legato alla voglia di visitare un negozio che a un certo punto, come è spuntato, sparirà.

Finora la scelta era stata fatta soprattutto da marchi di abbigliamento e accessori (di lusso e non solo). Da qualche stagione si sono aggiunte le maison di orologeria e gioielleria.

Si veda anche l’articolo di Chiara Beghelli: Lo shopping va in vacanza: le nuove boutique fra Capri, Mykonos e Long Island. Con l'estate i marchi di moda e lusso “lasciano” le città per seguire chi viaggia: e negozi pop up aprono nelle isole più belle del Mediterraneo, in hotel a cinque stelle, ma anche in aeroporto.

La scelta di Hublot
La maison che più ha investito nei pop up estivi è Hublot (che appartiene al gruppo Lvmh), dedicando spazi a tempo ai suoi orologi a Porto Cervo, Capri, Mykonos e Ibiza, con l’aggiunta di un particolare. Per ogni nuovo pop up, un orologio dedicato al luogo. L’isola spagnola è stata l’ultima inaugurazione ufficiale in ordine di tempo: il 17 luglio Hublot ha festeggiato il pop-up shop sulla Marina, alla presenza di Ricardo Guadalupe, ceo della maison. È stata inoltre l'occasione per svelare il Classic Fusion Chronograph Ibiza, un modello innovativo in ceramica blu creato ispirato all'isola, alla sua atmosfera festosa e alla sua simbologia. Un orologio dedicato all’incanto di Ibiza, da regalarsi per festeggiare l’estate (occhio al prezzo, però: 14.300 euro).

Un modello dedicato ai Faraglioni
La boutique di Capri di Hublot in realtà è più di un pop-up: aperta nel 2017, si anima d’estate ma ha una struttura tutt’altro che temporanea.Per festeggiare i primi due anni di attività Hublot presenta un'edizione limitata e numerata di 30 esemplari del nuovo cronografo, dal look dichiaratamente estivo, rilassato e contemporaneo, la cui vendita sarà limitata alla boutique di Capri. Caucciù bianco e ceramica azzurra i materiali e i colori scelti – non certo a caso – per il Classic Fusion Chronograph Special Edition Capri (13.900 euro il prezzo).

La strategia di Panerai
Mossa a sorpresa, anche se non pop-up, per Panerai. La maison del gruppo Richemont ha deciso di puntare sulla sua storia: fu infatti fondata a Firenze nel 1860 come laboratorio, negozio e scuola di orologeria ed è stata per anni il fornitore di strumenti di precisione per la marina militare italiana, soprattutto per le esigenze dei corpi speciali subacquei. Qualche giorno un piano sopra la boutique di Firenze è stata aperta un’area museo. Al centro di essa, tra i mobili originali e i documenti dell'archivio storico, siede alla sua scrivania Giuseppe Panerai. È impegnato in un appunto, alza appena la testa perché attirato dai passi di un ospite. «La figura in cera è opera del Musée Grévin del IX arrondissement di Parigi – spiega Alvaro Maggini, direttore creativo della maison –. I vestiti sono stati realizzati da uno stilista italiano, i capelli sono reali. E, se è vero che gli occhi sono lo specchio dell'anima, be', pure grazie a quegli occhi l'anima di Giuseppe Panerai abita ancora il suo studio».

Da sinistra, il sindaco di Firenze Dario Nardella e il ceo di Panerai di Jean-Marc Pontrouè, davanti alla boutique Panerai di piazza San Giovanni, a Firenze e accanto alla Fiat 508 Balilla appartenuta a Giuseppe Panerai

Il futuro dei monomarca Panerai
«Il flagship store di Firenze, al netto delle unicità del museo, è il pioniere che guiderà il prossimo sviluppo estetico dei nostri spazi», aggiunge il ceo di Panerai Jean-Marc Pontroué. Per l’apertura del museo è stato presentato il “passaporto Panerai”: bordeaux, sulla falsariga di quello italiano, ma con il quadrante del Luminor 1312 sulla copertina. I primi esemplari sono stati consegnati ai clienti durante l'inaugurazione. «Per essere parte integrante del nostro club, potranno collezionare i timbri delle tre destinazioni Panerai più rappresentative – ha spiegato Pontroué –. E cioè, oltre a quello di Firenze, il nostro storico ketch bermudiano Eilean e la nostra manifattura svizzera di Neuchâtel».

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