osservatorio cerved

In frenata i fallimenti del 2016

di Luca Orlando

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(Imagoeconomica)

1' di lettura

In calo, per il secondo anno consecutivo, il numero dei fallimenti in Italia. I dati Cerved evidenziano una frenata dell’8,5%, che porta il totale annuo a quota 13.500 unità, livello comunque ancora quasi doppio rispetto al 2008, prima della recessione.

Un miglioramento che riguarda tutti i settori dell’economia, anche se con velocità diverse. I fallimenti nelle costruzioni si riducono dell’11,1%, per i servizi il calo è dell’8,7%, del 5,8% per l’industria. Industria che si conferma comunque come il settore più virtuoso, perché rispetto al periodo pre-crisi a portare i libri in tribunale nel 2016 è stato “solo” il 25% in più, mentre per le costruzioni (+81%) e i servizi (+100%) il ritorno alla normalità pare ancora lontano.

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Tra i settori industriali tornano a crescere i fallimenti per metallurgia e sistema moda, mentre si riducono per hi-tech, automotive, componentistica e meccanica.

Su base geografica i miglioramenti più spinti (con riduzioni a doppia cifra) sono per Nord est e Nord ovest, più limitati i cali altrove, con Sicilia e Sardegna in controtendenza.

La forte riduzione del ricorso al concordato preventivo riduce le altre procedure concorsuali, tra ottobre e dicembre il livello è dimezzato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per l’intero anno la frenata è del 35%.

In crescita invece le liquidazioni in bonis, soprattutto per l’aumento delle pratiche nel settore immobiliare (+67%). Il dato globale, in aumento comunque del 3,8% anche al netto di questo settore, potrebbe indicare - si legge nella nota Cerved - un peggioramento nelle aspettative degli imprenditori.

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