livelli di povertà inferiori alla media

In Friuli Venezia Giulia l’economia rallenta ma il credito è in ripresa

La regione continua a caratterizzarsi per livelli di povertà e di disuguaglianza più contenuti rispetto alla media italiana

di Barbara Ganz


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(Adobe Stock)

3' di lettura

Un ritmo meno intenso rispetto all’anno precedente ha contrassegnato la crescita dell’attività economica in Friuli Venezia Giulia nel 2018. È quanto fotografa il rapporto della Banca d’Italia sull’economia regionale. In particolare il rallentamento si è concentrato nella seconda metà dell’anno e ha riguardato sia la domanda interna sia quella estera. Nonostante questo tutti i comparti, incluse le costruzioni, hanno fornito un contributo positivo all’economia regionale, con un ulteriore miglioramento del mercato del lavoro che ha favorito un lieve recupero del reddito disponibile delle famiglie.

Anche i prestiti bancari sono tornati a salire, interrompendo una flessione che si protraeva da un biennio. La regione continua a caratterizzarsi per livelli di povertà e di disuguaglianza più contenuti rispetto alla media italiana. Tra le misure di contrasto alla povertà, nel 2018 è stato introdotto il “Reddito di inclusione” (Rei), che si è aggiunto alla “Misura di inclusione attiva e di sostegno al reddito” (Mia), vigente in regione dal 2015.

Le imprese

La crescita della produzione industriale si è dimezzata in un anno, indebolendosi dai mesi estivi. Rispetto al picco di metà anno, alla fine del 2018 il grado di utilizzo degli impianti produttivi è tornato poco sopra il livello dell’anno precedente. Anche il fatturato dell’industria regionale – segnala il rapporto Bankitalia - ha rallentato. Le esportazioni hanno decelerato marcatamente, in particolare per la siderurgia, mantenendo comunque una crescita robusta. Per il settore cantieristico, gli ordinativi esteri garantiscono comunque il pieno utilizzo della capacità produttiva nei prossimi anni. Gli investimenti nel sistema produttivo regionale sono tornati a crescere.
Resta centrale e si è rafforzata l’attività portuale dello scalo di Trieste, dove la movimentazione di merci è ancora salita, in particolare il traffico container. L’ulteriore lieve crescita dei consumi delle famiglie residenti e delle presenze turistiche ha favorito i servizi privati non finanziari.

Il credito

I prestiti bancari alle imprese della regione sono tornati a salire, in particolare per quelle manifatturiere. L’espansione dei prestiti verso le imprese grandi ha più che compensato il calo per quelle più piccole. La redditività delle imprese regionali - segnala il rapporto - è rimasta pressoché sui livelli dell’anno precedente e la liquidità ha continuato ad aumentare. Le condizioni di accesso al credito si sono mantenute favorevoli, pur restando differenziate in base alla classe di rischio.

Nel 2018 il numero delle dipendenze bancarie è ulteriormente sceso, proseguendo un processo di razionalizzazione delle reti territoriali iniziato nel 2009. Pur scontando un ritardo rispetto alle altre regioni del Nord Est, in Friuli Venezia Giulia l’uso degli strumenti alternativi al contante per le transazioni al dettaglio è salito notevolmente nell’ultimo quinquennio.
Nella seconda metà dell’anno i prestiti bancari all'economia regionale hanno ripreso a crescere. A tale dinamica hanno contribuito sia quelli alle imprese, sia quelli alle famiglie. Dal lato dell’offerta, i criteri di erogazione sono rimasti pressoché invariati a eccezione dei mutui ipotecari, le cui condizioni si sono lievemente irrigidite nella seconda metà dell'anno. I dati disponibili indicano un’ulteriore espansione dell'attività creditizia nei primi mesi del 2019.
La qualità del credito è ulteriormente migliorata: la dinamica economica
moderatamente favorevole si è accompagnata a un calo del flusso di nuovi prestiti deteriorati, con l’eccezione di quelli del comparto edile; il tasso di deterioramento dei prestiti sia a imprese sia a famiglie si colloca sotto i livelli antecedenti la crisi.

Gli enti locali

La spesa primaria degli enti territoriali della regione è salita sensibilmente. Tale dinamica è stata favorita sia dalla crescita della spesa
corrente sia da quella, più intensa, della spesa in conto capitale. Sono inoltre aumentate le entrate correnti, in maniera più marcata rispetto alle regioni di confronto; la capacità di riscossione dei Comuni si attesta su livelli più alti della media italiana. All’inizio dello scorso anno - segnala Bankitalia - gli enti pubblici territoriali del Friuli Venezia Giulia evidenziavano nel complesso un avanzo di bilancio, perlopiù attribuibile ai Comuni.

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