flessibilità

In Fs parte la sperimentazione dello smart working

di Cristina Casadei

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(Imagoeconomica)

1' di lettura

Per ora sarà solo una sperimentazione, ma in attesa della legge nazionale, anche le Ferrovie dello stato Italiane provano lo smart working. Nella fase sperimentale che arriva dopo la sigla dell’accordo con i sindacati, verranno coinvolti, su base volontaria, 500 lavoratori che potranno lavorarare da un luogo da loro scelto da un minimo di 4 a un massimo di 8 giornate al mese, non frazionabili. L’obiettivo del gruppo è però di estendere lo strumento e farlo diventare una modalità di lavoro permanente.

Mauro Ghilardi, direttore centrale risorse umane e organizzazione di Fs Italiane spiega che «con questo accordo anche Fs Italiane introduce nuove modalità lavorative che la avvicinano ad altre aziende leader che già lo fanno». La sperimentazione «ci consente di calibrare l’estensione dello smart working sulla nostra realtà aziendale e trovare formule innovative anche sul versante tecnologico e organizzativo, per aumentare flessibilità e compatibilità con esigenze personali e risultati».

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Per aiutare gli “sperimentatori” a centrare i risultati, ognuno di loro avrà degli obiettivi puntuali e misurabili e riceverà dall’azienda tutti gli strumenti informatici necessari per lo svolgimento dell’attività lavorativa oltre a una specifica formazione. Lo smart working, secondo quanto spiegano dall’azienda sarà anche un modo per focalizzare i dipendenti sugli obiettivi e per responsabilizzarli «nel quadro di un rapporto fra collaboratore e responsabile basato su fiducia reciproca e dialogo trasparente».


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